Spettacoli
Tributo musicale al Santo Serafico
Frisina propone una nuova canzone ispirata a San Francesco e centrata sul tema della speranza
Anche la musica rende omaggio a san Francesco d’Assisi a 800 anni dal suo pio transito. Monsignor Marco Frisina, presbitero romano e compositore di musica sacra, è autore della canzone Francesco Vive, eseguita per la prima volta, lo scorso 03 ottobre, nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, a Roma. “Finora avevo musicato testi “di” san Francesco, ora per la prima volta mi sono misurato con una preghiera “a” san Francesco, ed è una cosa completamente diversa”, le parole del sacerdote. Quest’iniziativa è stata sostenuta dall’Archconfraternity of the knights of St. Francis of Assisi (San Francisco, California), con il patrocinio, tra gli altri, del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, del Pontificio Istituto di Musica Sacra, e della Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco di Assisi. Frisina ha affidato l’esecuzione canora al tenore di origini ruvesi, Luciano Lamonarca, il quale ha studiato attentamente la partitura sostenendo note molto alte, per dare quel giusto tocco di solennità e di mistero al brano. Le parole sono state attentamente scelte per comunicare la virtù della speranza, intesa come un dono che Dio conferisce a tutti, anche a chi non ha niente e cerca conforto nel Poverello, camminando con lui in mezzo alle intemperie esistenziali. La canzone è, quindi, un ringraziamento al Serafico, al quale ci si affida per avere indicazioni sulla via da seguire nella vita. A questo brano se ne aggiungono altri due: TAU in segno d’amore e Fratello Sole Sorella Luna, entrambe del cantautore Claudio Baglioni. La prima si ispira al Cantico di Frate Sole e riprende la lode a Dio e alle sue creature, offrendo un’interpretazione musicale contemporanea dei temi riguardanti la vita, la natura e il legame tra uomo e Dio. “Tu sia lodato mio Signore /Che sei benedizione, gloria e onore … Lodato mio Signore Per la sorella luna e quel biancore … Tau, Tau, Tau, Tau in segno d’amore … Lodato mio Signore per chi perdona in nome del tuo amore”, canta Baglioni comunicando, con la sua voce, la bellezza del noto poema francescano in volgare. Le parole del testo si trasformano in preghiera e in inno di gratitudine e d’amore per il Figlio di Dio, che ci ha donato la terra e tutto ciò di cui è composta. Il titolo del testo trae spunto da libro TAU. In segno d’amore (Castelvecchi) scritto da Baglioni e da Michele Caccamo, in cui vengono presentate e accostate le figure di san Francesco d’Assisi e di sant’Antonio da Padova, quali modelli di povertà e di ricchezza individuale, contro il buio della società contemporanea dedita al superfluo e al guadagno. La seconda canzone è un ri-arrangiamento sinfonico del celebre brano del 1972, che ha accompagnato la colonna sonora della pellicola di Zeffirelli dal titolo Fratello Sole Sorella Luna. Entrambi i capolavori musicali sono orchestrati dal maestro Adriano Pennino.
