Attualità
Dissesto, nasce un rap per sensibilizzare
Raccontare il dissesto idrogeologico attraverso il rap, per avvicinare le nuove generazioni ai temi della prevenzione e della tutela del territorio. È l’obiettivo di “L’Italia che frana”, il brano realizzato dai rapper pugliesi Luca Semeraro, in arte Samen Mi Casa, e Leonardo Grifa, conosciuto come La Voce di Selea, con la collaborazione dei geologi della Società italiana di geologia ambientale (Sigea). La canzone e il videoclip saranno presentati in anteprima assoluta domani, martedì 13 ottobre, alle 10, nella Sala principale della Stampa Estera a Palazzo Grazioli, a Roma, in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri naturali. Il progetto nasce dall’iniziativa del presidente nazionale della Sigea, Antonello Fiore, e dal legame dei due artisti con il Gargano, il territorio pugliese da cui provengono e che conosce da vicino le conseguenze del dissesto idrogeologico e degli incendi. L’intento è trasformare le conoscenze scientifiche in un linguaggio musicale capace di raggiungere un pubblico ampio, soprattutto i giovani, e stimolare una maggiore consapevolezza dei rischi naturali. “Il territorio è qualcosa di sacro. Con la Società italiana di geologia ambientale abbiamo approfondito le dinamiche che, nel corso del tempo, hanno segnato i territori interessati da questi fenomeni, confrontandoci sulle vicende passate e recenti e sulle criticità che continuano a interessare il nostro Paese. Ed è nata una canzone rap con la quale vogliamo arrivare ai giovani”, afferma Luca Semeraro, in arte Samen Mi Casa.
I testi sono stati elaborati insieme ai geologi della Sigea, attraverso un percorso di confronto tra linguaggio scientifico e musicale. “Il lavoro è proseguito attraverso momenti di confronto e approfondimento, indispensabili per comprendere più a fondo le dinamiche del fenomeno e trovare il modo di tradurle in un linguaggio musicale capace di arrivare alle persone”, spiega Leonardo Grifa, in arte La Voce di Selea. La fase creativa ha preso forma nella Room 71016, studio di registrazione di San Severo, in provincia di Foggia. L’obiettivo, sottolineano gli artisti, è contribuire a far crescere l’attenzione verso la prevenzione del rischio idrogeologico e la protezione delle comunità esposte. Dietro le frane, osservano, non ci sono soltanto emergenze e territori danneggiati, ma anche persone, storie e identità da salvaguardare. Il brano vuole quindi essere un invito a non sottovalutare un fenomeno che interessa l’intero Paese. “Il rap per sensibilizzare i giovani”, dichiara Antonello Fiore, presidente nazionale della Sigea. “Nel corso della conferenza stampa verrà proiettato in anteprima il videoclip del brano ‘L’Italia che frana’, concepito come strumento immediato per avvicinare i giovani ai temi della prevenzione, della consapevolezza e dell’autoprotezione attraverso una comunicazione rapida e capillare”. La conferenza sarà anche l’occasione per presentare il “Manifesto programmatico in tre punti per la trasparenza e la prevenzione dei rischi naturali” elaborato dalla Sigea. “La prevenzione strutturale e culturale rappresenta l’unico vero presidio per la salvaguardia del territorio e del tessuto economico nazionale”, sottolinea Fiore.
Tra gli interventi annunciati figurano quelli del ministro della Protezione civile Nello Musumeci, la cui presenza è stata confermata dagli organizzatori, del geologo e climatologo Massimiliano Fazzini, del geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, del presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico Pino Bicchielli, della componente della Commissione Ambiente della Camera Eleonora Evi e della vicepresidente della stessa Commissione Patty L’Abbate. Sono inoltre previsti gli interventi di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, ed Erasmo D’Angelis, giornalista e scrittore. Il progetto musicale si inserisce in un’iniziativa più ampia di sensibilizzazione sui rischi naturali, in un contesto segnato da frane, alluvioni ed esondazioni. Attraverso la collaborazione tra artisti e geologi, la Sigea punta a rendere la prevenzione un tema comprensibile e condiviso, promuovendo una cultura della consapevolezza e dell’autoprotezione. Per i due rapper originari di San Nicandro Garganico, il brano rappresenta anche un atto d’amore verso la propria terra: un modo per raccontare le comunità colpite e ricordare che, dietro un’Italia che frana, c’è anche un’Italia che non si arrende.
