Il vescovo di Lungro mons. Oliverio a Cosenza, “la parrocchia SS. Salvatore arricchisce la Chiesa cosentina”

Domenica 4 ottobre mons. Donato Oliverio, eparca di Lungro degli Italo – Albanesi dell’Italia continentale, ha visitato la parrocchia cattolica di rito bizantino SS. Salvatore di Cosenza, guidata da papàs Pietro Lanza. Il presule ha celebrato la divina liturgia di San Giovanni Crisostomo e ha benedetto alcune opere d’arte, opera del maestro Vincenzo Squillacioti, sostenuto da Aurora Iozzo.

Nel corso della sua meditazione, mons. Oliverio ha posto l’accento sull’importanza della chiesa arbereshe sul territorio bruzio. Queste le parole di mons. Oliverio.

“Cari fratelli e sorelle, con gioia saluto tutti voi, italo-albanesi di rito greco e voi che frequentate questa chiesa. Voi qui venite come famiglia di Dio, è la casa comune della famiglia di Dio. Il suo ornamento non è solo un fatto estetico da ammirare, così bello, ma questo splendore che vediamo, a noi parla dello splendore di Dio, dello splendore della famiglia di Dio, che è la Chiesa, della bellezza dell’umanità dei santi. In loro dobbiamo vedere e vediamo i nostri compagni di viaggio in questo itinerario della nostra vita.
​Una fede che vogliamo tenere viva, un richiamo per tutta la città di Cosenza che vogliamo sia un punto di riferimento di come la Chiesa respira con i suoi due polmoni: Occidente e Oriente.
​La chiesa Greca italo-albanese di Cosenza è una chiesa che rende visibile in città la bellezza della Chiesa, che come corpo unico è chiamata ad offrire la sua testimonianza ecumenica in un momento così intenso tra Oriente e Occidente.
​Saluto il parroco, il protopresbitero Pietro, che sapete è anche vicario generale, lo ringrazio. Egli è ricco di zelo pastorale, si adopera per mantenere in città l’unità e la diversità nelle espressioni liturgiche. Si adopera nel promuovere, nel contesto latino dove viviamo, un arricchimento reciproco arricchimento.
​La Divina Provvidenza, la cui sapienza tutto dirige al bene degli uomini, ha reso la nostra situazione una situazione feconda di promesse. Il nostro rito, la lingua greca, la lingua albanese, tutto ciò ha costituito a Cosenza, possiamo dire, un’oasi di vita e di spiritualità orientale.
​Allora, cari fratelli e sorelle, continuate il cammino e proseguite questa storia, che è una storia bella, con il clima di familiarità e di accoglienza che ha caratterizzato il presbiterio di questa nostra comunità, rendendo la vita buona del Vangelo.
​Questa nostra chiesa parrocchiale qui a Cosenza impreziosisce la Chiesa cosentina. Possiamo dire che in questi anni ha contribuito efficacemente a far mantenere inalterata fede, spiritualità e tradizioni degli italo-albanesi residenti a Cosenza. Allora una comunità che può dare, e dobbiamo essere convinti, un nuovo vigore qui a Cosenza e all’interno delle nostre comunità”.