Territorio
Enea Braglia, lo chef di San Martino che ama la Calabria
È una di quelle storie da raccontare, una storia tutta italiana, precisamente una “fiaba” della montagna. Non è una collana con i racconti dei fratelli Grimm, bensì una nuova antologia del gusto. Enea Braglia, chef di fama internazionale, riporta in un volume tutto da assaporare, ops da leggere, le antiche ricette disseminate sull’Appennino italiano. Un lavoro di ricerca storica, certosina , trasportato sulle pagine di “L’Alambicco e il rosario”, edito da Tomolo edizioni, Enea Braglia e Carla Ofelia Berti sviscerano su carta un vero e proprio “restauro” della memoria, una rielaborazione di antiche tradizioni gastronomiche, sapori autentici e tutta quella bellezza del Bel Paese. Un primo volume della trilogia “Saperi e sapori” dell’Appennino tosco-modenese.
“La Calabria per me è stata una vera e propria rivelazione. Ho avuto la possibilità di conoscere le antiche tradizione del borgo di Carpanzano, nel Savuto, e quelle disseminate nei territori della Sila.
Le castagne, il pane dei poveri, antiche pietanze, la storia dell’imperatore Carlo V, rappresentano una parte di ingredienti che ho ritrovato anche sull’Appennino tosco-modenese”, ci racconta Enea. “Sono alla ricerca di ulteriori elementi per elaborare una pubblicazione completamente dedicata alla Calabria”, conclude Braglia.
Un ponte straordinario, metaforicamente parlando, tra la piccola frazione di San Martino, nel comune di Polinago, e la Calabria. Enea analizza la storia che trasuda da un luogo, per catapultare la memoria arcaica nei suoi piatti: una ricetta universale da “le mille e un sapore”.

