Terra Santa: Betlemme, “Bambini senza confini”, torna il Summer Camp. Sigilli (Oasi di pace), “la pace è poter correre senza paura”

“Ci sono momenti in cui, per capire davvero cosa significhi la pace, non servono grandi parole. A Betlemme, in questi giorni, mi è bastato guardare ottanta bambini e bambine correre dietro a un pallone”. Così Adriana Sigilli, presidente di Oasi di pace, racconta il ritorno del Summer Camp di “Bambini senza confini”, promosso da Oasi di pace in collaborazione con Intercampus, che nelle ultime settimane di luglio ha coinvolto 80 bambini e bambine di Betlemme presso il campo sportivo della Terra Santa School.
Dopo mesi in cui la guerra ha sospeso attività, incontri e progetti, il campo rappresenta “molto più che organizzare una settimana di calcio”: significa, spiega Sigilli, “dare continuità a un percorso che non vogliamo interrompere” e offrire ai bambini uno spazio in cui “sentirsi semplicemente bambini: giocare, ridere, incontrarsi, imparare e, soprattutto, sentirsi liberi”.
Per una settimana i piccoli partecipanti, molti dei quali per la prima volta hanno indossato la maglia dell’Inter, hanno svolto attività sportive guidati dal coach Intercampus Silvio Guareschi, imparando tecniche, regole, disciplina e spirito di squadra. “Ma soprattutto hanno imparato a stare insieme”, sottolinea Sigilli. Il progetto ha rappresentato anche un’occasione per ascoltare i racconti dei coetanei che nei mesi scorsi sono stati accolti in Italia dalle comunità di Seregno, Lonate Pozzolo, Primaluna e Legnano. “Hanno ascoltato parlare di libertà, di affetto, di giornate vissute lontano dalla paura. E negli occhi di chi ascoltava ho visto nascere un desiderio: ‘Vorrei andarci anch’io’”.
Ai bambini è stato poi chiesto di scrivere un pensiero al termine del campo. Sono emersi desideri di pace, amicizia, fraternità e libertà, insieme alla volontà di non vedere muri e di poter incontrare altri bambini. “Non hanno chiesto cose impossibili. Hanno chiesto semplicemente di poter essere bambini”, afferma la presidente di Oasi di pace. “La pace, per loro, non è una parola astratta. È poter correre senza paura. È poter incontrare un amico. È poter giocare con un bambino che viene da un altro Paese”.
Il progetto “Bambini senza confini” affonda le sue radici nel 2002, quando, dopo la costruzione del muro a Betlemme, fr. Ibrahim Faltas intuì nello sport uno strumento di educazione e di pace. Oggi, nonostante la guerra, Oasi di pace sceglie di proseguire quel cammino. “Non abbiamo la presunzione di fermare da soli una guerra. Ma possiamo scegliere di non fermare la speranza”, conclude Sigilli. “Un campo di calcio. Una squadra. Un allenatore. Una maglia donata. Un incontro. Un viaggio. Un bambino che torna a sorridere. Sono piccoli gesti. Ma qui, a Betlemme, ho imparato ancora una volta che sono proprio i piccoli gesti, quando vengono ripetuti con amore e con costanza, a diventare grandi”.