Minori migranti, l’appello di Save the Children


In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Save the Children richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le politiche di protezione, accoglienza e inclusione dedicate ai minori stranieri, in linea con il messaggio di Papa Leone XIV sull’importanza di riconoscere la dignità umana e promuovere partecipazione e piena appartenenza alla comunità.

“Prima di essere migranti, rifugiati o richiedenti asilo, i bambini sono e rimangono tali, ovunque siano nati e qualunque sia il loro status legale. La tutela dei diritti dei minori viene prima di quella delle frontiere. Per chi arriva in Italia dopo aver vissuto violenze, privazioni e viaggi estremamente difficili, l’accoglienza e la protezione rappresentano il primo passo indispensabile. Ma non basta: occorre offrire a bambine, bambini e adolescenti opportunità di crescita, istruzione e partecipazione e riconoscerli come parte integrante delle comunità in cui vivono, affinché possano guardare al proprio futuro con fiducia”, dichiara Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children.

In linea con il richiamo del Papa a costruire società capaci di accogliere e valorizzare ogni persona, Save the Children ricorda che ogni bambina, bambino e adolescente in arrivo nel nostro paese non è un numero, ma un volto, una storia, una speranza, una richiesta di sostegno e, al tempo stesso, una ricchezza per la società, con il proprio talento, le proprie aspirazioni e il proprio contributo alla comunità. Investire nell’accoglienza e nell’inclusione dei minori migranti rappresenta un imperativo etico e una scelta strategica per il futuro del Paese. Per l’Organizzazione, in particolare, l’inclusione è la vera sfida che non può essere affidata alla sola buona volontà dei singoli, ma richiede una responsabilità condivisa tra istituzioni, scuola, imprese e terzo settore, e tante persone che si impegnano in prima persona, come ad esempio i tutori volontari.

“La migrazione è un fenomeno che fa parte della storia dell’umanità e non si affronta con i muri o i respingimenti o l’esclusione, ma costruendo comunità capaci di valorizzare il contributo di ogni persona e assicurando che nessun minore sia lasciato ai margini o privato delle opportunità necessarie per realizzare il proprio potenziale. Da questa scelta dipendono la coesione sociale, il benessere collettivo e la capacità delle nostre società di affrontare il futuro”, conclude Fatarella.