Chiesa
Giovani: in tutto il mondo si celebra oggi la “Giornata ecumenica internazionale della gioventù 2026”, “Creare spazi di guarigione”
Si sta svolgendo oggi la “Giornata ecumenica internazionale della gioventù 2026” che sta riunendo online giovani di tutto il mondo, dall’India al Kenya, dalle isole del Pacifico alla Tanzania. La Giornata ecumenica si svolge all’indomani della Giornata Internazionale della Gioventù, istituita dalle Nazioni Unite, che si è celebrata ieri. Promossa dal Consiglio mondiale delle Chiese, i giovani stanno riflettendo sul tema “Creare spazi di guarigione: R.E.S.T. – Restaurare, Potenziare, Rafforzare, Prosperare”, e vuole incoraggiare le nuove generazioni, le chiese e le comunità di fede di tutto il mondo a diventare “agenti attivi di guarigione, restaurazione, riconciliazione e speranza”.
La Giornata si sta svolgendo in due sessioni online, alle 9 e alle 15, consentendo ai giovani e alle comunità di fede di diverse regioni e fusi orari di partecipare, combinando preghiera e presentazioni creative con riflessioni sulle “fratture” che colpiscono le comunità, esempi di iniziative di guarigione, esperienze condivise e opportunità di discussione in gruppi di lavoro. In un messaggio ai giovani, il segretario generale del Wcc, rev. Pillay scrive: “Il nostro tema rispecchia profondamente le realtà che i giovani affrontano oggi. In tutto il mondo, molti subiscono gli effetti di conflitti, violenza, discriminazione, difficoltà economiche, problemi di salute mentale, ansia climatica e incertezza sul futuro”. Eppure, i giovani dimostrano di avere anche una notevole capacità di coraggio, resilienza, compassione e speranza. “State costruendo comunità solidali, lavorando per la pace, proteggendo il creato, difendendo la giustizia e stando al fianco di chi è vulnerabile”. Nel corso della mattinata, più volte è risuonata la domanda: “come possiamo diventare spazi di guarigione?”. Tutto inizia con l’ascolto, e l’ascolto deve portare all’azione. “Le nostre chiese – osserva Pillay – dovrebbero essere luoghi in cui i giovani si sentano parte di una comunità, dove si possano affrontare conversazioni difficili senza essere giudicati e dove chi soffre trova sostegno e speranza”. E conclude: “Ai giovani riuniti oggi: non siate solo destinatari di guarigione. Siate anche agenti di guarigione. Attraverso il vostro impegno per la giustizia, la pace, la creatività e la comunità, state già creando spazi di guarigione”.
. fonte: AgenSIR
