Dov’era Cristo durante il terremoto? Era sotto le macerie, con l’uomo

Una riflessione a partire dall’immagine rilasciata dalla chiesa del Perpetuo Soccorso in Colombia dopo il violento sisma di magnitudo 7,4

Questa immagine, un fermo immagine di un video amatoriale, è drammatica e insieme profondamente simbolica; arriva dalla chiesa del Perpetuo Soccorso di Arauca, in Colombia, colpita dal violento terremoto di magnitudo 7,4 che ha fatto tremare la terra e ferito profondamente intere comunità.

Tra i banchi rovesciati, le macerie e ciò che il sisma ha sconvolto, c’è anche la statua di Cristo: caduta a terra, con il volto rivolto verso il pavimento, distesa nella polvere. È un’immagine che colpisce e che inevitabilmente pone una domanda: dov’era Cristo mentre la terra tremava? Non possiamo leggere quella posizione come una prova di un miracolo, né attribuirle un significato soprannaturale.

Ma possiamo lasciarci interrogare dalla sua forza simbolica. Perché quel Cristo non è rimasto sull’altare, lontano dalla paura e dalla vulnerabilità degli uomini. È caduto lì dove sono caduti gli uomini.

La Chiesa può essere ferita, i banchi possono spezzarsi, le immagini sacre possono cadere. Ma ciò che quella statua evoca è più grande delle macerie: Cristo non è un Dio che rimane al sicuro sul piedistallo quando l’esistenza dell’uomo viene sconvolta. È il Dio che entra nella nostra fragilità, che conosce la polvere, il dolore, l’abbandono.

Forse proprio per questo la fotografia parla così profondamente alla fede. Cristo non sempre ci risparmia i terremoti della vita. Non sempre impedisce che la terra sotto i nostri piedi tremi.

Ma nel terremoto non ci lascia soli.

Quella statua caduta a terra diventa allora l’immagine di un Dio che non resta distante dalla sofferenza, ma scende nella polvere dell’uomo e condivide la sua sorte. E mentre tutto sembra crollare, torna alla mente la promessa del Risorto: «Io sono con voi tutti i giorni».Dov’era Cristo durante il terremoto? Era lì, a terra, sotto le macerie, con l’uomo.