Territorio
Capitale della cultura 2029, Amantea ci prova con tutta la sua ricca storia
L’intervista alla vicesindaca Policicchio: “con il recupero del nostro passato parliamo agli altri”
Amantea è tra i 17 comuni italiani candidati al titolo di “Capitale italiana della Cultura” 2029.
Istituita nel 2014, l’iniziativa, ha l’obiettivo di promuovere progetti e attività di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, sia materiale che immateriale, attraverso una forma di confronto e di competizione tra le diverse realtà territoriali, incentivando così la crescita del turismo e dei relativi investimenti. Amantea, considerata la “Venezia sul Tirreno” per affinità storiche, ha conosciuto un celebre passato di potenza marinara e commerciale.
Fondata dai Bizantini come ‘Nepetia’ e ribattezzata ‘Al-Mantiah’ dagli Arabi, la città ha legato, grazie alla sua posizione strategica, il suo quotidiano al mare diventando, per molto tempo, un punto di riferimento fondamentale per la navigazione e gli scambi commerciali nella Calabria tirrenica.
A promuovere la candidatura l’assessorato alla cultura presieduto da Caterina Policicchio, vicesindaca del comune di Amantea, che a PdV sottolinea la ‘mission’ dell’ iniziativa ossia “rivalutare il borgo riscoprendo la nostra storia, le nostre radici e quel patrimonio di tradizioni che nasce dal rapporto profondo con il mare e con il territorio. Capire come riconoscere il valore dell’arte dei nostri luoghi, continua Policicchio, sospesi tra costa e borgo, e trasformare ciò che per noi rappresenta già cultura e memoria collettiva in un patrimonio capace di parlare anche agli altri, attraverso il recupero del nostro passato. Con la voglia di renderlo contemporaneo”.

Al bando indetto dal Ministero della Cultura, possono candidarsi i Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni che non abbiano partecipato alle procedure di selezione per gli anni per gli anni 2027 e 2028. La valutazione delle presentazioni è a cura di una Giuria – composta da sette esperti indipendenti – che, a seguito delle “audizioni” con le città finaliste, raccomanda al Ministro della cultura il nome del Comune, della Città metropolitana o dell’Unione di Comuni ritenuto più idoneo, dandone opportuna motivazione.
Su proposta del Ministro della cultura, il titolo è successivamente assegnato dal Consiglio dei Ministri con propria delibera. La città vincitrice, grazie anche al contributo di un milione di euro messo in palio, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.
La candidatura di Amantea a ‘Capitale della Cultura’, sarà una vetrina prestigiosa che permetterà alla città di mostrarsi in tutta la sua bellezza e lo spirito di partecipazione, sottolinea Policicchio è quello di dare visibilità al territorio di Amantea, dire che esiste e ha un bagaglio culturale sommerso che deve emergere. “Rendere universale la nostra storia attraverso la raccolta, la valorizzazione e la condivisione del passato diventa un modo per immaginare il futuro, nuove prospettive e tracciare una strada per le generazioni che verranno. Perché custodire la memoria, afferma la vicesindaca, non significa fermarsi, ma offrire nuove possibilità di crescita e soprattutto di appartenenza. Puntiamo sul fatto che la Calabria non ha ancora mai avuto la sua prima ‘Capitale italiana della Cultura’ e, una candidatura non rappresenterebbe soltanto una città, ma l’occasione di raccontare interamente la nostra regione che custodisce un patrimonio culturale ancora in parte inesplorato e da valorizzare a livello nazionale”.

I Comuni che hanno presentato manifestazione di interesse saranno ora chiamati a formalizzare la loro proposta predisponendo, entro il 23 settembre 2026, un dossier di candidatura contenente il progetto culturale, le strategie di sviluppo territoriale, i soggetti coinvolti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi. Una Giuria, composta da 7 esperti indipendenti del mondo della Cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica, esaminerà i progetti pervenuti e selezionerà, entro il 16 dicembre prossimo, le dieci città finaliste, le quali saranno invitate ad audizioni pubbliche, che si terranno nel mese di marzo.
Entro il 25 marzo 2027, la Giuria proporrà al Ministro della Cultura la candidatura ritenuta più idonea per essere insignita del titolo di Capitale italiana della Cultura 2029. L’idea progettuale che verrà proposta nel dossier, “deve rispecchiare che la nostra non è una candidatura solo come città, conclude la vicesindaca Policicchio, ma come porta di accesso a un territorio più ampio…tutta la Calabria”.
Amantea “Capitale della cultura” è, dunque, molto più di una candidatura: è l’occasione per far riemergere la storia, la cultura e le tradizioni di una Terra, quella di Calabria dove il ‘guardare al passato per costruire il futuro’ si concretizza accettando una sfida che darà voce, bellezza e nuova energia alla nostra splendida Regione.

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