Chiesa
Leone XIV, “giusta laicità non esclude religione dalla vita pubblica”, no a maternità surrogata
Papa Leone XIV, nel suo viaggio in Francia, ha anzitutto incontrato le autorità. Il pontefice si è soffermato su cosa significhi la “giusta laicità della città terrena”. “La vera laicità non esclude la dimensione religiosa, ma sa al contrario trarne vantaggio come risorsa educativa”, il monito: “È proprio per questo motivo che la scuola cattolica occupa un posto di rilievo nel panorama educativo di un Paese come la Francia”. “Una giusta laicità non consiste quindi nell’escludere la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione, ma nell’impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune, affinché il mondo abbia la vita”, l’indicazione di rotta di Leone XIV, che ha espresso il suo apprezzamento “per il lavoro svolto nell’ambito dell’Istanza di dialogo tra la Santa Sede, la Chiesa cattolica in Francia e il Governo francese”.
“A volte – ha detto Leone XIV – constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l’acquisto di organi o l’offerta di una morte programmata. Non dimentichiamo che il rispetto reciproco e la tutela della vita di ogni persona umana sono una responsabilità di ciascuno e di tutti, che inizia con una conversione dell’intelletto e del cuore e richiede un impegno reale e disinteressato verso i nostri fratelli e le nostre sorelle.
“La pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia”. Lo ha spiegato il Papa, che, rivolgendosi alle autorità francesi all’Eliseo, ha lanciato un appello ad arrestare la corsa agli armamenti e a mettere al bando le armi nucleari, per giungere “al disarmo integrato da controlli efficaci”, come auspicava già Giovanni XXIII nella “Pacem in terris”. “Vi esorto a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola inevitabile, ma a promuovere senza sosta il dialogo e la diplomazia, al fine di preservare società pacifiche, rispettose della dignità e dei diritti della persona e dei popoli”. “Di fronte ai rumori di guerra e alle crisi multiformi che scuotono il nostro mondo, la Francia ha la vocazione di rimanere un instancabile artefice della pace e del multilateralismo, in particolare all’interno della nostra cara Europa”, il mandato di Leone XIV al termine del suo primo discorso a Parigi: “Possa la Francia, fedele ai propri valori, tracciare il solco di una pace disarmata e disarmante, e offrire con responsabilità il proprio insostituibile contributo a favore della pace. Che la vostra libertà cresca incessantemente nell’impegno per il bene comune; la vostra fraternità abbracci l’intera umanità; e l’uguaglianza a cui aspirate si fondi sempre sui fondamenti della giustizia e della carità, senza eliminare le differenze tra le persone, ma facendole fruttificare armoniosamente a beneficio di tutta la società”.
