Le pregevoli opere di Ferdinando Gatto

“Da piccolo disegnavo, dipingevo, realizzavo ritratti sin dai banchi di scuola. Mi sono sempre sentito scultore e mi piace costruire. Mi piaceva fare le casette, ma anche corpi anatomici, animali. Ho sempre amato il disegno”. Le parole sono di Ferdinando Gatto, originario di Cellara, un appassionato scultore. Al suo attivo, ha oltre 150 sculture. “Mi piace scolpire con la motosega. fino a una decina di anni fa non ne avevo mai utilizzato una; le opere che si possono realizzare sono grandiose”, dice con entusiasmo a PdV. Fra le opere che ha realizzato sul territorio, c’è quella del lupo a Potame. “Un tronco era lì, spaccato in due da un fulmine. Era pericoloso e tagliato a una certa altezza. L’idea è nata da William Gatto, il cantastorie, perché il lupo è il nostro spirito, rappresenta Cosenza e lo spirito del calarese, che non si lascia abbattere. L’albero era finito e abbiamo cercato di dargli forma ed espressione”.Il cammino dell’artista, per Ferdinando Gatto, non finisce mai. “Mi contraddistingue la voglia di imparare continuamente. Nei simposi di scultura si impara tantissimo, come i modi di affilare gli attrezzi e tenerli in un certo modo. Oggi come oggi sbozzare un tronco con la motosega è quello che mi piace di più”. “La mia particolarità – spiega ancora – è che non ho mai disegnato sul tronco, perché vedo l’immagine nel tronco e la taglio direttamente”. Di professione fa l’insegnante, ma l’estate è la stagione propizia per partecipare a bandi e simposi. “Il mio desiderio sarebbe realizzare un simposio molto grande, itinerante, che parta del nord e arrivi in Calabria e Sicilia passando per Roma e la Basilicata”.