Città
De Marco nuovo presidente del Collegio deicrevisori del comune di Cosenza
E’ il dottor Fernando De Marco il nuovo Presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Cosenza. Lo ha eletto, nel pomeriggio di oggi, il Consiglio comunale, presieduto da Giuseppe Mazzuca. Il dottor De Marco è un commercialista e revisore legale, titolare di uno studio professionale, ed esperto di consulenza contabile e fiscale e di consulenza societaria e contrattuale. L’elezione del dottor De Marco è avvenuta ad inizio di seduta, a seguito della votazione del Consiglio comunale. Si è proceduto per appello nominale ed ogni consigliere ha deposto la propria scheda nell’urna appositamente collocata nell’aula consiliare. Ha votato anche il Sindaco Franz Caruso al termine delle operazioni di voto dei consiglieri comunali. Il Presidente Mazzuca, prima di iniziare le operazioni di voto, aveva nominato come scrutatori i consiglieri comunali Ivan Commodaro e Alfredo Dodaro e dato lettura della comunicazione con la quale il presidente dei revisori precedentemente eletto nella seduta del 14 luglio scorso, Fernando Caldiero, aveva rinunciato all’incarico.Si è poi passati alla trattazione degli altri punti all’ordine del giorno.Il Consiglio comunale ha dato, intanto, il via libera alla ratifica di una variazione d’urgenza al bilancio di previsione finanziario 2026/2028 approvata con deliberazione di Giunta Comunale n. 117 del 26 giugno scorso. Il punto è stato illustrato dal dirigente al Bilancio Marco De Rito. De Rito ha ricordato che era stato già richiesto il parere del collegio dei revisori dei conti che si era espresso in senso positivo. “Nello specifico, la variazione – ha spiegato ancora De Rito – prevede l’inserimento all’interno del bilancio di due progetti finanziati con il PNRR, rispettivamente per 128 mila euro e 86 mila euro. I progetti riguardano il completamento della piattaforma Minerva per la formazione del personale e i servizi di stazioni di posta di persone senza fissa dimora in viale Paolo Borsellino”. Non sono seguiti interventi, né dichiarazioni di voto e la variazione è stata approvata con 20 voti a favore e il voto contrario dei consiglieri Giuseppe d’Ippolito e Alfredo Dodaro.Sul Piano finanziario TARI (PEF) per il periodo 2026-2027 ha relazionato il dirigente del settore Ambiente, Giovanni Ramundo. “Il PEF racchiude tutte le componenti di costo che afferiscono al ciclo integrato dei rifiuti e serve a determinare – ha specificato Ramundo – le entrate tariffarie che poi saranno oggetto di apposito piano. Il PEF conferma anche quest’anno l’importo complessivo dei costi che abbiamo già determinato nello scorso esercizio finanziario e cuba 18 milioni di euro. E’ redatto in conformità della delibera ARERA 395 del 2025 che definisce i criteri per poter stabilire i costi ammessi al regime tariffario. Ha una durata complessiva di 4 anni ed è soggetto a revisione biennale, ove necessario, ed è possibile anche aggiornarlo annualmente laddove le condizioni dovessero richiederlo”. Ramundo ha concluso la sua illustrazione precisando che il PEF è stato validato da Arrical che lo ha ritenuto in linea con i documenti contabili del Comune e del gestore”. Posto in votazione, il PEF è stato appprovato con 20 voti a favore. Si sono, invece, astenuti i consiglieri di minoranza Alfredo Dodaro, Giuseppe d’Ippolito e Antonio Ruffolo. Approvate, inoltre, dal Consiglio comunale anche le Tariffe TARI per il 2026. Ad illustrare il punto è stato il dirigente del Settore Tributi, Carmelo Misiti. “La pratica che votiamo oggi – ha detto Misiti – è la naturale conseguenza dell’approvazione del PEF, quindi la copertura di questi circa 18 milioni di euro, divisa sulle tariffe per categorie commerciali e civili abitazioni. Quest’anno abbiamo tentato di procedere a una riduzione verso il basso delle tariffe approvate lo scorso anno e ci siamo riusciti anche grazie all’incremento delle superfici che sono state accertate sul territorio comunale. La copertura è solida. Abbiamo introdotto tre nuove tariffe. Abbiamo valorizzato finalmente la categoria dei B&B che sono abbastanza diffusi in città, con una numerosità importante, e che finora erano classificati nella categoria delle civili abitazioni. E abbiamo introdotto due nuove tariffe che servono a dare una risposta alla città, in particolare per quei magazzini che, per diverse motivazioni, non trovano collocazione in un fitto oppure non vengono utilizzati per attività industriali, artigiane o commerciali, proponendo una riduzione del 20% rispetto alla cifra complessiva che si pagava prima. Per le civili abitazioni la riduzione è stata intorno al 10%, passando dalle precedenti 82 euro a circa 72 euro per componente. In futuro la miglioria che potremo ottenere con il censimento delle superfici più puntuale potrebbe portare ad una riduzione più significativa del peso della contribuzione. In queste tariffe è già contenuto il bonus Tari”. Il punto è stato approvato con 20 voti a favore. Due gli astenuti nella minoranza (i consiglieri Dodaro e d’Ippolito).Il civico consesso ha poi approvato la modifica e la proroga dei termini del “Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse a seguito di ingiunzioni di pagamento ed accertamenti esecutivi” (Pace Fiscale 2026), di cui alle deliberazioni n. 13 del 25 marzo 2026 e n. 28 del 3 giugno 2026. Il punto è stato illustrato all’aula anche questa volta dal dirigente del settore tributi, Carmelo Misiti. “Proponiamo – ha rimarcato Misiti – uno slittamento al 30 di agosto della rata per l’adesione alla pace fiscale e alla rottamazione. I risultati sono promettenti. Lo spostamento che abbiamo dovuto fare degli uffici da Palazzo Ferrari e la richiesta dei cittadini di riattivare il servizio, impone la necessità di questo slittamento senza toccare comunque la data del primo incasso della rata che resta il 15 settembre”. E’ poi intervenuto l’Assessore Raffaele Fuorivia che ha spiegato ulteriormente chiarito la proposta della proroga. Fuorivia ha indicato sostanzialmente due motivi: la massiccia partecipazione dei cittadini cosentini, perché sono già pervenute più di 5500 istanze che conferma la risposta positiva allo strumento che abbiamo messo a disposizione e poi il fatto dei nuovi locali. Abbiamo perso alcuni giorni per il trasferimento degli uffici e adesso stiamo ritornando un po’ a regime. Noi pensiamo che questa proroga dovrebbe consentire di arrivare subito dopo ferragosto ad ultimare le istanze pervenute”. In sede di dichiarazioni di voto è intervenuto il consigliere Giuseppe D’Ippolito. “Sulla questione degli uffici taccio perché abbiamo già scritto. Sulla questione della proroga va detto che siamo arrivati al 28 luglio e circa 2000 pratiche non hanno ricevuto neanche l’istanza conoscitiva. Tra queste rientrano anche società e dei condomini, per cui vorrei impegnare l’aula a riflettere per proporre un’ulteriore verifica e lasciare una porta aperta per valutare l’opportunità di un’ulteriore proroga e dare del tempo utile a chi in questo mese di agosto non riesce a deliberare”. E ha preannunciato il voto favorevole, ma auspicando che l’aula rifletta su questa possibilità dell’ulteriore proroga. Posta in votazione, la proroga è stata approvata all’unanimità.Il Consiglio comunale è poi passato alla trattazione del punto 6 all’ordine del giorno, l’adesione del Comune di Cosenza all’Associazione nazionale “Città del Vino”. La proposta è stata illustrata dall’Assessore alle attività economiche e produttive e al turismo, Rosario Branda. “Questa proposta – ha esordito Branda – nella sua veste amministrativa potrebbe apparire come una semplice adesione ad un’associazione nazionale. In realtà, credo che il significato di questa deliberazione sia molto più ampio. Con questo atto – ha ribadito l’Assessore Branda – il Comune di Cosenza sceglie di entrare nella rete delle Città del Vino, una delle più autorevoli realtà nazionali impegnate nella valorizzazione dei territori vitivinicoli, delle produzioni di qualità, del paesaggio rurale e della cultura del vino”. Ha quindi chiarito il senso dell’adesione “non per aggiungere un logo al nostro materiale istituzionale, ma perché riteniamo che questa scelta possa rappresentare un’opportunità concreta di crescita per la nostra città. Entriamo in una rete che riunisce centinaia di Comuni italiani accomunati dalla volontà di trasformare il patrimonio vitivinicolo in una leva di sviluppo economico, turistico e culturale”. Quindi Branda ha ricordato il percorso avviato dall’Amministrazione comunale negli ultimi mesi, con l’elaborazione del Masterplan “Cosenza Attrattiva” che – ha chiarito l’Assessore – mette in relazione turismo, commercio, artigianato, cultura e identità territoriale. L’adesione a Città del Vino – ha rimarcato Branda – si inserisce pienamente in questa visione. Non è un’iniziativa isolata. È un tassello di una strategia più ampia. Perché oggi la competizione non è più di tipo puntuale tra singole realtà, ma tra sistemi territoriali. E la competitività di una città non si misura soltanto nella capacità di offrire servizi, che resta fondamentale, ma anche nella capacità di valorizzare ciò che la rende unica. E Cosenza possiede un patrimonio straordinario, seppur non ancora valorizzato fino in fondo”. E a questo proposito l’Assessore ha portato l’esempio di Donnici, “una delle espressioni più significative e un territorio che custodisce una tradizione vitivinicola antica, riconosciuta attraverso la Denominazione di Origine Protetta, nell’ambito di Terre di Cosenza, ma soprattutto costruita nel tempo dal lavoro, dalla passione e dalla competenza di intere generazioni di produttori”. Per Rosario Branda “valorizzare Donnici significa valorizzare una parte importante dell’identità della nostra città. Significa creare nuove opportunità per il turismo enogastronomico e sostenere le aziende agricole, i produttori, la ristorazione, il commercio di qualità e tutte quelle attività economiche che possono trarre beneficio da un sistema territoriale più forte e più riconoscibile”. L’adesione alla rete delle Città del Vino consentirà a Cosenza di partecipare a progettualità nazionali, di condividere buone pratiche con altri territori e di costruire nuove occasioni di promozione e collaborazione”. L’Assessore Branda ha ricordato, inoltre, il confronto costante e molto positivo avviato con i produttori delle 7 cantine della Dop (di cui 5 ricadenti nel perimetro urbano) e le associazioni di Donnici, esprimendo soddisfazione per aver trovato una comunità viva e competente. Una comunità che non chiede soltanto di essere valorizzata, ma che è pronta a contribuire in prima persona alla valorizzazione del proprio territorio e che oggi è pronta a lavorare insieme per costruirne il futuro. La scelta delle associazioni di avviare un percorso unitario rappresenta un segnale importante, che dimostra quanto questo progetto possa diventare patrimonio dell’intera comunità. L’Amministrazione vuole accompagnare questo percorso con spirito di collaborazione, mettendo a disposizione strumenti, relazioni e opportunità. Perché crediamo che i risultati migliori si ottengano quando istituzioni, cittadini, associazioni e imprese lavorano nella stessa direzione. La proposta di oggi non esaurisce il nostro impegno verso il territorio di Donnici, ma rappresenta l’inizio di un nuovo percorso. Nei prossimi mesi intendiamo sviluppare iniziative capaci di valorizzare il patrimonio enogastronomico della città, rafforzare il legame tra Donnici e il centro urbano, promuovere eventi di qualità e consolidare il ruolo di Cosenza come destinazione capace di coniugare cultura, accoglienza, tradizioni e sviluppo economico”. Endorsment a favore della proposta di Branda sono poi arrivati dal consigliere Francesco Graziadio che ha accolto la proposta “per le nostre campagne e l’imprenditoria locale”, e dalla consigliera Bianca Rende che ha sottolineato come “questa proposta porta per la prima volta all’attenzione il tema dello sviluppo di Donnici e delle sue contrade che sono state un po’ traditi”. Per Bianca Rende “Donnici e le sue colline sono la vera zona residenziale di Cosenza, per l’esposizione e per tutta un’altra serie di qualità. E’ mancato, però, un investimento edilizio dolce. Oggi Donnici è ancora abbandonata”. Rende ha ribadito di accogliere con favore l’adesione di Cosenza alla rete delle Città del Vino “perché – ha aggiunto – ho sempre ritenuto che la festa del vino fosse al di sotto delle sue potenzialità. Ora c’è l’opportunità di compiere un salto in avanti e di realizzare una prova di maturità, perché tutto questo può diventare veramente una leva per lo sviluppo di Cosenza. E con questo progetto – ha concluso – anche l’Auditorium delle Vigne potrà avere la valorizzazione che merita perché adesso è solo un luogo abbandonato”. Apprezzamento per la proposta dell’Assessore Branda è stato espresso, inoltre, dal consigliere Mimmo Frammartino che ha riconosciuto che “da quando si è insediato, registro positivamente il cambiamento, con un assessorato che programma”. Totale condivisione del progetto è arrivata anche dalla minoranza, in particolare dal consigliere Giuseppe d’Ippolito. “Questa idea- ha detto – ha un senso ed è utile. C’è un evidente cambio di passo. Non so se l’Assessore riuscirà a colmare i ritardi precedenti”. E ha preannunciato il suo voto favorevole. La proposta dell’Assessore Branda è stata poi approvata all’unanimità.Sono stati nuovamente rinviati la dichiarazione di pubblico interesse della proposta di finanza di progetto ad iniziativa privata, per la gestione in concessione delle aree di parcheggio su strada (strisce blu) e dei parcheggi in struttura siti nel territorio del comune di Cosenza ed anche la discussione sulla gestione del servizio integrato Decoro Urbano.All’unanimità sono state approvate le due mozioni presentate, come prima firmataria, dalla consigliera Alessandra Bresciani che le ha illustrate entrambe, cominciando dalla mozione sull’adesione del Comune di Cosenza al progetto nazionale “Biofear” per la promozione della depavimentazione urbana del verde pubblico e del benessere ambientale. “Oggi siamo chiamati a compiere una scelta che guarda al futuro della nostra città e, soprattutto, al benessere delle nuove generazioni – ha detto in apertura di intervento la consigliera Bresciani. “L’adesione al progetto BioFear non rappresenta – ha proseguito – soltanto un’iniziativa ambientale, ma la volontà di costruire una città più moderna, più sostenibile e più preparata ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e della salute pubblica. Promosso da autorevoli università e centri di ricerca italiani, BioFear – ha spiegato Bresciani – si fonda su evidenze scientifiche che dimostrano come il contatto quotidiano con la natura migliori il benessere psicologico e fisico di bambine e bambini. Depavimentare cortili scolastici e aree gioco significa trasformare spazi oggi dominati dal cemento in luoghi più verdi, più vivibili e più sani, contribuendo anche a prevenire l’insorgere della cosiddetta biofobia, cioè quel crescente timore nei confronti del mondo naturale che interessa sempre più le giovani generazioni cresciute in contesti altamente urbanizzati. Ma il depaving – ha aggiunto la consigliera Bresciani -non produce soltanto benefici ambientali. Fin dalle sue origini, quando a Portland, negli Stati Uniti, un gruppo di cittadini iniziò a rimuovere spontaneamente l’asfalto per restituire spazio al verde, questa pratica ha dimostrato di essere anche un potente strumento di partecipazione civica. Uno spazio rigenerato non migliora soltanto il paesaggio urbano: diventa un luogo di incontro, di socialità e di appartenenza, capace di rafforzare il legame tra le persone e il quartiere in cui vivono. È anche attraverso questi interventi che si costruisce una comunità più coesa e una città più inclusiva”. E Bresciani ha indicato anche altri benefici. “Sempre più città stanno investendo nella depavimentazione e nelle soluzioni basate sulla natura, perché è ormai evidente che ridurre le superfici impermeabili significa contrastare le isole di calore, migliorare l’assorbimento delle acque piovane, diminuire il rischio di allagamenti e aumentare la qualità degli spazi pubblici. In altre parole, significa rendere la città più resiliente, più vivibile e più capace di affrontare gli effetti del cambiamento climatico. È importante chiarire un aspetto fondamentale: oggi non stiamo decidendo quali aree saranno oggetto degli interventi. L’adesione al progetto BioFear consente al Comune di entrare in una rete nazionale di ricerca e innovazione, acquisire competenze, partecipare a percorsi di progettazione e valutare future opportunità di finanziamento. Gli eventuali interventi saranno definiti successivamente con criteri tecnici, trasparenti e nell’interesse della collettività. Amministrare significa anche avere la capacità di cogliere opportunità come questa, che consentono di programmare interventi di rigenerazione urbana con il supporto del mondo scientifico e senza gravare nell’immediato sulle risorse dell’ente. Rinunciare oggi a questa adesione significherebbe perdere un’occasione importante per migliorare la qualità della vita dei cittadini e preparare la nostra città alle sfide del futuro. Questa mozione non appartiene a una parte politica. Parla di salute, di educazione, di ambiente, di ricerca scientifica, ma anche di comunità e di buona amministrazione. È un investimento sul futuro della città e delle nuove generazioni”.Dopo l’intervento di Alessandra Bresciani è stata la volta del consigliere Francesco Alimena che sulla questione aveva già espresso sulla stampa e sui social la propria posizione. “Rimuovere asfalto e cemento per restituire spazio al suolo – ha rimarcato Alimena – è un’idea che sta guadagnando sempre più attenzione. Ma il depaving non è una soluzione miracolosa e merita di essere affrontato senza semplificazioni. Le potenzialità sono evidenti: aumentare la permeabilità dei terreni, mitigare l’effetto isola di calore, favorire la biodiversità e migliorare la qualità dello spazio pubblico. I limiti, però, emergono quando il depaving viene ridotto a un intervento puntuale o simbolico. Da solo non basta a risolvere i problemi delle città se non è accompagnato da una più ampia trasformazione del modello urbano, della mobilità e dell’uso dello spazio pubblico. E poi ci sono gli equivoci: depavimentare non significa semplicemente sostituire l’asfalto con qualche aiuola. Significa ripensare il rapporto tra infrastrutture, natura e vita urbana, evitando che il termine diventi l’ennesima parola d’ordine priva di una reale strategia”. Alimena ha ricordato che durante questa Amministrazione comunale “abbiamo realizzato opere di depaving”, indicando alcune delle realizzazioni portate a termine : la nuova Piazza Amendola, i Giardini Urbani Diffusi, il nuovo auditorium all’aperto del Cinema Italia. “Il nuovo Bosco De Nicola e la nuova Passerella Ciclopedonale ne sono un esempio, parlano proprio questo linguaggio e ci interrogano su come questa pratica possa diventare uno strumento efficace di rigenerazione urbana, senza cadere in facili slogan”. Subito dopo Alessandra Bresciani ha illustrato la seconda mozione, poi approvata all’unanimità, sull’adesione alla campagna “Italia, ripensaci”, promossa dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica e l’adesione all’ICAN Cities Appeal promosso dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Premio Nobel per la Pace 2017. oggi siamo chiamati a votare una mozione che va oltre gli schieramenti politici, oltre le appartenenze e oltre le naturali differenze che caratterizzano il confronto democratico. “Oggi – ha sottolineato Bresciani – siamo chiamati a esprimerci su un principio universale: il diritto dell’umanità a vivere in un mondo libero dalla minaccia delle armi nucleari. Qualcuno potrebbe chiedersi quale sia il ruolo di un Consiglio comunale su una materia che riguarda gli equilibri internazionali. La risposta è semplice: le grandi conquiste della pace e dei diritti nascono anche dai territori, dalle città, dalle comunità locali. È proprio dai Comuni che si costruisce una coscienza civile capace di orientare le scelte dei governi. Mai come oggi questa discussione è attuale -ha chiarito la consigliera Bresciani. “Viviamo – ha aggiunto – una fase storica segnata da guerre ai confini dell’Europa, da conflitti che coinvolgono potenze nucleari, da una crescente instabilità internazionale e da un ritorno del linguaggio della deterrenza atomica che sembrava appartenere al passato. Ogni crisi internazionale ci ricorda quanto il rischio nucleare non sia un ricordo della Guerra Fredda, ma una minaccia concreta e presente. Le armi nucleari – ha proseguito Bresciani – non distinguono tra militari e civili. Non distinguono tra vincitori e vinti. Il loro utilizzo significherebbe la distruzione di intere popolazioni, conseguenze ambientali devastanti e sofferenze che si estenderebbero ben oltre i confini di qualsiasi Stato. Per questo il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari rappresenta una delle più importanti iniziative internazionali degli ultimi anni. Esso afferma un principio semplice ma fondamentale: nessuna sicurezza può fondarsi sulla possibilità di annientare l’umanità. L’Italia è storicamente impegnata nel percorso del disarmo attraverso il Trattato di Non Proliferazione. Tuttavia non ha ancora aderito al TPNW. Con questa mozione il Comune di Cosenza non pretende di sostituirsi al Governo né al Parlamento nazionale. Chiede però, con autorevolezza e senso delle istituzioni, che il nostro Paese possa riaprire una riflessione su questo tema. È un gesto simbolico? Forse. Ma i simboli, nella storia, hanno spesso anticipato i cambiamenti più importanti. Pensiamo – ha rimarcato ancora la consigliera Bresciani – ai tanti Comuni italiani che hanno saputo indicare la strada su grandi battaglie civili, ambientali e sociali. Anche oggi possiamo fare la nostra parte, aderendo alla Campagna “Italia, Ripensaci” e all’ICAN Cities Appeal, insieme a centinaia di città nel mondo che chiedono il superamento definitivo della minaccia nucleare. Cosenza è una città di cultura, di dialogo, di accoglienza, una città che ha sempre fatto della pace un valore identitario. Questa mozione è perfettamente coerente con quella storia e con quei valori. Non si tratta di scegliere da quale parte stare in un conflitto. Si tratta di scegliere da quale parte stare nella storia: dalla parte della vita, della cooperazione internazionale, del dialogo e della sicurezza fondata sulla pace”.
