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Siria: chiuse dal regime, dopo 60 anni riaprono le scuole di Terra Santa di Al-Quniya e Yacoubieh
Dopo quasi sessant’anni di chiusura imposta dal regime baathista e dal Regime della famiglia Assad, riaprono nel governatorato di Idlib le scuole di Terra Santa di Al-Quniya e Yacoubieh. Per le comunità cristiane della valle dell’Oronte è un segno concreto di rinascita, speranza e ritorno alla normalità. Mons. Hanna Jallouf e il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, indicano nell’educazione una leva decisiva per ricostruire il tessuto sociale del Paese, promuovendo dialogo, convivenza e futuro per tutti i siriani
“Un evento che ci dona forza, coraggio e speranza per il futuro della Siria”: così mons. Hanna Jallouf, Vicario apostolico di Aleppo dei Latini, commenta al Sir la riapertura, ieri 19 settembre, dopo quasi 60 anni, delle scuole di Terra Santa dei villaggi cristiani di Al-Quniya e Yacoubieh, nel Governatorato di Idlib, una delle aree più colpite dagli anni di guerra che hanno devastato la Siria. Le scuole riaperte sorgono nella valle dell’Oronte, nell’ovest del Paese, area nella quale si trova anche il vicino centro di Knaye, con cui le comunità condividono storicamente numerose attività pastorali ed educative.

(Foto Cts)
Una Siria per tutti i suoi figli. “All’inaugurazione – sottolinea il vicario – erano presenti due ministri dell’attuale governo di transizione siriano, quello delle emergenze, Raed Al-Saleh, la ministra degli Affari sociali e del Lavoro, Hind Kabawat, il Governatore di Idlib, Muhammad Abdul Rahman, il nunzio Apostolico in Siria, mons. Luigi Roberto Cona, il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, numerosi frati e tantissima gente. Le scuole, chiuse dal Partito Baath e dal regime della famiglia Assad, perché avevano rifiutato il metodo imposto dal regime, ospiteranno 80 alunni cristiani. Si lavora per accogliere, dai prossimi anni scolastici, anche studenti di altre fedi.
Questa inaugurazione – conclude mons. Jallouf – è una immagine della Siria che abbiamo sempre voluto, un Paese per tutti i suoi figli”.
La speranza è ancora possibile. Nel suo discorso il Custode di Terra Santa ha dichiarato che: “Oggi non inauguriamo soltanto due scuole. Oggi contribuiamo a riaprire la strada del ritorno, della vita e della speranza”. “Un giorno di grande gioia” non solo per la Custodia, ma soprattutto per le comunità locali.
“Dopo tanti anni segnati dalla guerra, dalla distruzione e dalla sofferenza, siamo qui per dire, con un gesto concreto, che la speranza è ancora possibile e che il futuro di questa terra può essere ricostruito”.
“Ricostruire una scuola – ha ricordato padre Ielpo – non significa semplicemente rimettere in piedi un edificio. Significa restituire ai bambini un luogo dove crescere, imparare e sognare. Significa offrire alle famiglie una ragione in più per rimanere nella propria terra e, a quanti sono stati costretti ad abbandonarla, una possibilità concreta di ritornare”. Da qui l’affermazione che “una scuola che riapre è un villaggio che torna a vivere”.

(Foto Cts)
I francescani in Siria. Riferendosi, poi, alla presenza plurisecolare dei francescani in Siria e in Terra Santa, il Custode ha ribadito che la missione dell’Ordine non consiste soltanto nel custodire luoghi e monumenti, ma soprattutto nel prendersi cura delle persone. “Vogliamo continuare a esserci, non soltanto custodendo le pietre e gli edifici, ma soprattutto prendendoci cura delle persone, a cominciare dai più piccoli”. L’obiettivo è formare “non soltanto studenti preparati, ma uomini e donne capaci di rispettarsi, di dialogare e di costruire insieme una società nella quale ci sia posto per tutti, al di là delle appartenenze religiose e culturali”. Dal Custode è giunto anche un significativo ringraziamento a fra Luai Bisharat e fra Khoukaz Masrou, figure decisive per la realizzazione del progetto. “Se oggi possiamo riaprire queste scuole, lo dobbiamo in gran parte alla loro tenacia, alla loro passione e al loro amore per questa gente”. Un esempio che, ha concluso, rappresenta
“il volto più bello della nostra presenza francescana: rimanere accanto alla gente, condividere la fatica e ricostruire insieme la speranza”.
Invito agli studenti. Infine, un messaggio rivolto direttamente agli studenti: “Questa scuola è per voi. Voi siete la ragione per cui siamo qui oggi”. Un invito a custodire il valore della formazione, a studiare con impegno e a coltivare sogni e aspirazioni. “Questa terra ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra creatività e della vostra speranza”. La riapertura delle scuole è stata preceduta, il 19 settembre, a Damasco, da una riunione della Segreteria generale delle istituzioni educative cristiane cattoliche in Siria con il nunzio apostolico, mons. Cona. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi temi legati all’educazione e all’istruzione, con una presentazione della missione della Segreteria generale e del ruolo svolto dalle istituzioni educative cattoliche in Siria. Si è inoltre discusso della situazione attuale del settore educativo, delle principali sfide e delle necessità più urgenti, tra queste “rafforzare la missione delle istituzioni scolastiche al servizio della persona e della società, ispirandosi ai valori dell’educazione, del dialogo e della pace”.
