Chiesa
Il suo volto brillò come il sole: la trasfigurazione profuma di cielo
Il 6 agosto la Chiesa celebra la trasfigurazione del Signore.
Gesù sale un alto monte, recando con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, le colonne della Chiesa nascente. Davanti a loro viene trasfigurato: il suo volto brillò come il sole, le sue vesti divennero straordinariamente candide. Così l’evangelista Matteo descrive l’episodio, che pure si trova negli altri due Vangeli sinottici, recando con sé i crismi della triplice attestazione.
La trasfigurazione è una festa di cielo e fa rima con “resurrezione”. Il volto che brilla in modo eccezionale ed eccelso rimanda direttamente alla stella più grande e lucente che c’è in cielo, e che noi possiamo intercettare, sia pure con fatica, con il nostro sguardo. L’evangelista quasi non sta nella pelle: sta raccontando che, sul Tabor, hanno visto letteralmente il cielo brillare, la dimora dell’Onnipotente. L’immagine utilizzata è forte, così come poderosa è quella delle vesti candide, un topos del Primo Testamento, come riporta opportunamente la profezia danielica; e ripreso anche dal Nuovo Testamento, se si pensa all’Apocalisse. La veste candida è quella di chi è pronto a vivere l’incontro con il Padre.
Quest’incontro ha un sapore straordinario anche per chi Gesù ha scelto come compagni di salita al monte: “è bello per noi essere qui”. “Essere” è il verbo forte che dice il nome e l’essenza stessa di Dio, è il verbo che l’evangelista Giovanni utilizza al momento della crocifissione del Signore, quando dice che Maria, sua madre “stava”. E’ il verbo del coraggio, della pazienza, dell’attesa dell’amicizia e dell’amore coltivati. “Alzatevi, non temete”, è lo stesso messaggio della tomba vuota. Alzati, sorgi, perché il sole venuto a visitarci – Gesù stesso – come fa intuire il Benedictus – ora è stato risorto. Non temere!
