Leone XIV: “anche il nostro tempo vede l’eroismo dei nuovi testimoni della fede”

“Anche il nostro tempo, dominato dalla cultura della potenza, della forza senza limiti e dallo sviluppo incessante dei sistemi armati, è un tempo che vede l’eroismo di coloro che amiamo definire nuovi testimoni della fede”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero delle Cause dei Santi e dalla Commissione Nuovi Martiri – Testimoni della Fede sul tema: “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?”. “Molti di essi vengono uccisi per abuso di potere o da organizzazioni criminali perché, come cristiani, ne contrastano le ingiustizie in nome del Vangelo”, ha spiegato Leone  XIV, ricordando che “il concetto di testimone della fede è stato formulato proprio per accogliere e onorare situazioni storiche complesse in cui la motivazione dei carnefici non è riconducibile esplicitamente all’odio della fede”. In questa prospettiva, il lavoro della Commissione Nuovi Martiri – Testimoni della Fede, supportato dal Dicastero delle Cause dei Santi, “è di carattere storiografico e divulgativo, non giuridico, ponendo l’attenzione piuttosto alle disposizioni d’animo della vittima che alle motivazioni del persecutore”: “Si guarda, cioè, al fatto che la vittima è rimasta fedele a Cristo nell’adempimento del proprio impegno evangelico e lo ha fatto fino alla morte”.

“La forza evangelizzatrice dei nuovi testimoni della fede rappresenta una delle maggiori risorse della Chiesa per annunciare il Vangelo nel mondo di oggi”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero delle Cause dei Santi e dalla Commissione Nuovi Martiri – Testimoni della Fede sul tema: “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?” ha rilanciato la celebre affermazione di San Paolo VI nell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”. “I testimoni della fede non propongono un’ideologia, ma mostrano una fede vissuta nella quotidianità”, ha spiegato Leone XIV: “In essi si manifesta eroicamente lo stile del cristiano, che mai cerca la contrapposizione, ma piuttosto la disinnesca con l’efficacia della mitezza. La loro credibilità nasce dalla coerenza tra le parole e le azioni, coerenza spesso portata fino al sacrificio supremo”. “In contesti culturali indifferenti, la santità della porta accanto e l’eroismo silenzioso diventano argomenti significativi, capaci di interpellare tutti, anche i più diffidenti”, la tesi del Pontefice, che ha definito i nuovi martiri “stelle che brillano nel buio dell’egoismo e della sopraffazione”, che “aiutano la Chiesa a riflettere più pienamente la luce di Cristo Signore, per indicare all’umanità contemporanea la strada che conduce alla civiltà dell’amore”.