Chiesa
Leone XIV ai nuovi ordinati, “tenete aperta la porta della Chiesa”
Il Santo Padre, nella domenica del buon pastore, ha ordinato nella basilica vaticana dieci nuovi presbiteri
“Siete chiamati a uno specifico, delicato, difficile modo di amare e, ancora di più, di lasciarvi amare, nella libertà. Un modo che potrà fare di voi, oltre che dei buoni preti, anche dei cittadini onesti, disponibili, costruttori di pace e di amicizia sociale”. Lo ha detto questa mattina nella basilica vaticana papa Leone XIV, nella celebrazione eucaristica durante la quale ha ordinato dieci nuovi presbiteri. La quarta domenica di Pasqua è quella detta del “buon pastore”, ed è la Giornata mondiale delle vocazioni.
“È lo Spirito Santo, che lega persone e vocazioni nella libertà, così che nessuno viva più per sé stesso”, ha detto a proposito il Papa, ponendo al centro della prima parte dell’omelia la parola “comunione”. “Il servizio del prete, sul quale la chiamata di questi fratelli ci invita a riflettere, è un ministero di comunione”, ha detto rivolgendosi all’assemblea e in particolare ai quattro novelli sacerdoti.
Papa Prevost ha additato lo stile del ministero, considerando anche le criticità del tempo presente. “Oggi il bisogno di sicurezza rende aggressivi gli animi, chiude su sé stesse le comunità, induce a cercare nemici e capri espiatori. C’è spesso paura attorno a noi e forse dentro di noi”, la constatazione del pontefice. “La vostra sicurezza non risieda nel ruolo che avete, ma nella vita, morte e risurrezione di Gesù, nella storia di salvezza a cui partecipate col vostro popolo”. Poi l’esortazione: “Oggi più che mai, specialmente dove i numeri sembrano delineare un distacco fra le persone e la Chiesa, tenete la porta aperta! Lasciate entrare e siate pronti a uscire. È un altro segreto per la vostra vita: voi siete un canale, non un filtro. Molti credono di sapere già cosa c’è oltre quella soglia. Portano con sé ricordi, magari di un passato lontano; spesso c’è qualcosa di vivo che non si è spento e che attrae; a volte, però, c’è dell’altro, che ancora sanguina e respinge. Il Signore sa e attende. Siate riflesso della sua pazienza e della sua tenerezza”. Per questo, l’invito finale, “uscite e trovate la cultura, la gente, la vita”
