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Il 2026 anno record per la tartaruga Caretta Caretta
La stagione 2026 della salvaguardia delle tartarughe marine Caretta caretta si avvia alla conclusione con bilanci di grande rilievo per la biodiversità del Mediterraneo. Grazie all’impegno di centinaia di volontari del WWF, ricercatori, Capitanerie di Porto e operatori locali, l’estate ha fatto registrare 179 deposizioni censite e 96 eventi di schiusa monitorati, che hanno permesso a oltre 7.000 piccoli di raggiungere il mare.
La distribuzione dei nidi ha confermato il radicamento della specie lungo le coste italiane, con la Sicilia orientale (in particolare Siracusa e Trapani) in prima linea, seguita dalle province di Ragusa, Agrigento, Messina, Catania, Palermo e Caltanissetta. Una forte presenza si è registrata anche in Calabria — coinvolgendo le province di Vibo Valentia, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone — oltre che sulle coste di Matera in Basilicata e Taranto in Puglia. Come sottolinea Luigi Agresti, responsabile dei progetti di tutela per il WWF, ogni nido protetto testimonia l’efficacia di una rete territoriale che vede cittadini e turisti sempre più partecipi nella salvaguardia dell’ambiente.
Nonostante il successo riproduttivo, le minacce per la specie restano elevate. Tra i pericoli principali figurano l’inquinamento luminoso artificiale delle coste, che disorienta i neonati allontanandoli dalla battigia, la pulizia meccanica aggressiva degli arenili e la pressione turistica intensificata dai cambiamenti climatici. Per mitigare questi rischi, il WWF rinnova l’appello a istituzioni, gestori balneari e cittadini affinché vengano adottate buone pratiche mirate, come l’uso di luci calde schermate (ambra o rosse), la predilezione per la pulizia manuale delle spiagge e la segnalazione tempestiva di eventuali tracce di risalita.
L’attività di conservazione non si ferma con la fine dell’estate. Da due anni il WWF porta avanti il progetto LIFE ADAPTS in collaborazione con l’Università di Pisa, applicando trasmettitori satellitari sulle femmine nidificanti per studiarne gli spostamenti e analizzando la proporzione tra i sessi nei nidi. Questa ricerca è fondamentale per individuare e proteggere le spiagge che mantengono un rapporto più equilibrato tra maschi e femmine, un fattore chiave per la sopravvivenza della specie di fronte all’aumento delle temperature della sabbia legato ai cambiamenti climatici.
