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11 settembre 2001: vescovi Usa, “rinnoviamo l’impegno a essere strumenti di pace in un mondo sempre più frammentato e diviso”
“Mentre i conflitti si intensificano nel mondo, rinnoviamo il nostro impegno a essere strumenti della pace di Cristo in un mondo sempre più frammentato e diviso”. Lo scrive mons. Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), in una dichiarazione per il venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001. “Mentre ricordiamo nella preghiera quella tragedia, invito tutti i cattolici a unirsi a me nella preghiera per le vittime che ci sono state strappate da atti di violenza ingiustificabile venticinque anni fa al World Trade Center, al Pentagono e nelle campagne della Pennsylvania”, prosegue l’arcivescovo, che abbraccia nella preghiera i familiari e gli amici delle vittime, “che ancora piangono la perdita irreparabile dei loro cari”, insieme ai soccorritori, molti dei quali “hanno dato la vita in gesti di generoso coraggio”. In quel giorno terribile e nelle ore buie di paura e incertezza che seguirono, ricorda mons. Coakley, “la nostra fede ci ha sollevati e sostenuti”: come nazione, “ci siamo ritrovati a rivolgerci a Dio nella preghiera e a guardare alla nostra fede con una nuova intensità e un senso di unità”. Citando il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale della pace, il presule ricorda che la pace non è soltanto un obiettivo, ma una presenza e un cammino, e che anche dove restano solo macerie si incontrano persone che non l’hanno dimenticata. Di qui l’invito a implorare lo Spirito Santo perché ci conformi sempre più all’immagine di Gesù, Principe della pace, per costruire insieme “una civiltà dell’amore e della fraternità universale”.
