Telefono Amico, richieste in aumento

Sono oltre 4.200 le persone che hanno chiesto supporto a Telefono Amico Italia nei primi sei mesi del 2026 perché attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per un proprio caro: il 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio (10 settembre), anche alla luce del continuo aumento delle richieste di sostegno, l’organizzazione annuncia l’estensione del servizio di ascolto telefonico, che diventa attivo 24 ore su 24. Per la prima volta, i volontari di Telefono Amico Italia saranno disponibili sempre, 365 giorni all’anno e H24, per chi sperimenta una fragilità emotiva o si trova alle prese con un pensiero suicidario. Ora il servizio di ascolto telefonico di Telefono Amico Italia, raggiungibile attraverso il numero unico nazionale 02.2327 2327, è quindi disponibile anche di notte. “È un grande traguardo – spiega Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia – poterci essere sempre. Da oggi chiunque viva un momento di crisi, anche nel cuore della notte, potrà trovare un volontario pronto ad ascoltarlo. Negli scorsi mesi, abbiamo avviato una sperimentazione dell’ascolto notturno, per sondare il bisogno e organizzare la nostra risposta. Parlando solo di suicidio, in sei mesi abbiamo accolto 345 chiamate notturne”. La notte è, infatti, un momento molto delicato per chi vive un disagio emotivo o psicologico.

“Le ore notturne possono essere particolarmente difficili per chi soffre di insonnia o di altri disturbi del sonno – spiega Maurizio Pompili, professore ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma – L’insonnia è una condizione frequentemente associata al disagio psicologico e a un aumento del rischio suicidario, senza che ciò implichi necessariamente un rapporto causale diretto. Quando non si riesce a dormire e si è alle prese con un intenso dolore mentale o con altre difficoltà che minano il proprio equilibrio emotivo, la sofferenza può apparire ancora più intensa. Le difficoltà vissute sul piano emotivo possono infatti accentuarsi durante la notte, quando ci si sente più soli e si vorrebbe riposare senza riuscire a farlo. La notte può diventare così il momento in cui ci si confronta maggiormente con la propria interiorità, che talvolta può essere fonte di angoscia. In queste circostanze, poter chiedere aiuto e trovare un sostegno adeguato può fare la differenza nella prevenzione del suicidio”.

La notte rappresenta un momento particolarmente critico anche per i giovani e giovanissimi che stanno attraversando un periodo di fragilità emotiva o psicologica. “Mentre il giorno impone ritmi, attività e stimoli esterni, la notte elimina i fattori di distrazione, amplificando pensieri e stati d’animo negativi”, sottolinea Michela Gatta, direttrice dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. “Dal punto di vista neurobiologico – aggiunge – con l’avanzare delle ore serali la corteccia prefrontale, la parte del cervello deputata al controllo emotivo-comportamentale e ai processi decisionali, diminuisce la sua efficienza a causa della stanchezza, di conseguenza le emozioni negative vengono percepite come più intense e la capacità di regolare i comportamenti è ridotta. Inoltre, di notte aumenta la tendenza all’iperconnessione e l’uso continuato di smartphone o PC non solo genera nei ragazzi l’alterazione dei ritmi circadiani, ma favorisce anche il confronto con vite “perfette” sui social network, l’esposizione a dinamiche di cyberbullismo e la fruizione passiva di contenuti angoscianti o frustranti che alimentano preoccupazioni, ansia prestazionale e senso di esclusione”.

Già nel 2025 Telefono Amico Italia aveva registrato un aumento delle richieste di aiuto rispetto al 2024, per un totale di oltre 7.500 contatti relativi al suicidio (+8%) e il 2026 vedrà probabilmente una ulteriore crescita. “I nostri dati possono sempre essere letti in due modi – continua Rigon – se da una parte sono un segno dell’aumento del disagio, dall’altro dimostrano che le persone sempre più trovano il coraggio di chiedere aiuto. E quando si parla di suicidio questo è un segnale molto importante. Intorno al fenomeno c’è da sempre un tabù che porta a non parlarne, a nascondere i pensieri suicidari, ma questa tendenza non fa altro che aggravare la situazione: parlarne è infatti il primo modo di prevenire. Bene, quindi, che le persone chiedano più frequentemente aiuto, significa che qualcosa sta cambiando, anche se tanto deve ancora essere fatto. Noi facciamo il possibile per esserci sempre quando qualcuno ha bisogno di noi”. Le persone che si sono rivolte a Telefono Amico Italia per problemi legati al suicidio nei primi sei mesi del 2026 lo hanno fatto prevalentemente utilizzando il servizio telefonico (il 77%), che rimane il canale di ascolto più usato in generale. Il 13% ha invece scritto a proposito di suicidio per email e il 10% attraverso Whatsapp. La maggior parte delle richieste è arrivata da donne (55%), ma mentre per le chiamate lo scarto è minimo, con le donne che costituiscono il 51% di chi ha chiamato, diventa netto per il servizio Whatsapp (F 70%) e email (F 67,5%). A preoccupare sono soprattutto i più giovani: la maggior parte delle richieste d’aiuto, il 53%, arriva, infatti, dagli under 35. Le fasce d’età che più hanno contattato Telefono Amico Italia con segnalazioni relative al suicidio, in tutti e tre i canali d’ascolto, sono state quelle 19-25 anni e 26-35. I 19-25enni rappresentano il 20,5% di chi ha telefonato, mentre il 19% appartiene alla fascia 26-35. Il 30% di chi ha scritto su Whatsapp ha tra i 19 e i 25 anni e il 20% tra i 26 e i 35. Infine, tra chi ha scritto al servizio email il 25% ha tra i 26 e i 35 anni e il 17,5% tra i 19 e i 25.