Bisignano. Caffè letterario, dialogo su umani, algoritmi e intelligenza artificiale

Organizzato dal Comune di Bisignano assessorato all’Istruzione di concerto con l’università della Calabria per il ciclo “la cultura non va in vacanza, eventi di divulgazione culturale e scientifica”, si è tenuto, nella sala del caffè letterario della biblioteca comunale l’interessante incontro su “Umani, algoritmi e intelligenza artificiale”. Un argomento, quello dell’Intelligenza Artificiale che poteva sembrare scontato ma che, nel corso dell’incontro, è emerso in tutta la sua complessità, non solo sul lato tecnico. Ha introdotto e moderato i lavori l’assessore all’istruzione del comune di Bisignano, Federica Paterno che, dopo avere spiegato da dove nasce l’esigenza dell’incontro, “quello di oggi è un momento di alto valore culturale e scientifico”, ha avuto modo di affermare come l’intelligenza artificiale “riguarda il nostro quotidiano” e che il rapporto fra l’uomo e l’IA “costituisce la grande sfida del nostro tempo”. La relazione principale è stata del professore ordinario di ingegneria informatica presso l’università della Calabria e professore onorario presso l’università Amity, India Domenico Talia che, nel corso del suo intervento ha appassionato i presenti e stimolato il dibattito. Una serie di informazioni le sue, per nulla scontate, somministrate con grande capacità comunicativa, che passavano dalle preoccupazioni “mentre noi osserviamo c’è qualcuno che osserva noi. Ci stiamo affidando ad algoritmi che non riusciamo nemmeno a leggere”. Ma, non abbiamo creato il “mostro”, perché, guardando in positivo, “all’intelligenza naturale si è aggiunta quella delle macchine”. Quindi i vantaggi, “utilizzare questa intelligenza per integrare e non per sostituirci”. Certo c’è la sfida delle competenze, e qui il professore Talia ha spronato l’attento uditorio “lo studio e lo sviluppo di nuovi sistemi di IA richiede competenze specifiche ma, anche i cittadini non esperti devono sapere come usare i sistemi di IA”. Quindi tranquillizzare tutti perchè IA non sostituirà la mano dell’uomo solo che “i mestieri di prima si faranno in maniera diversa. Abbiamo nuovi competitor. L’IA non è una moda che passerà quindi dobbiamo cercare di conoscerla”. Nelle conclusioni il sindaco della città, Francesco Fucile da studioso e storico, ha parlato del rapporto che la filosofia e l’antropologia hanno con l’IA, elementi insostituibili anche in un processo di “intelligenza” affidata alle macchine. Quindi il problema etico con applicazioni che influiscono sul quotidiano spaziando in ogni settore fino ad influenzare anche le nostre abitudini. Da qui la domanda: “Come possiamo garantire che l’IA operi in modo giusto, sicuro e responsabile”? La risposta, è stato citato più volte, anche nell’indirizzo di saluto di don Cesare De Rosis, è affidata a papa Leone XIV e la sua Magnifica Humanitas: “Educare le nuove generazioni a credere che l’evoluzione delle tecnologie non segue un percorso inevitabile, ma può essere orientata dalla responsabilità personale e collettiva, costituisce uno dei servizi più preziosi al bene comune”. Rino Giovinco