Parlamento Ue: eurodeputati chiedono di accelerare verso una sovranità tecnologica europea

Costruire un’infrastruttura tecnologica europea, proteggere i dati e applicare con rigore le norme sull’intelligenza artificiale. In vista del Discorso sullo stato dell’Unione, sono queste le priorità indicate da Aura Salla, relatrice del Digital Omnibus, e Anna Cavazzini, presidente della commissione mercato interno del Parlamento europeo. “Serve un’infrastruttura tecnologica europea completa”, afferma Salla. “Ci vorrà un decennio, ma avremmo dovuto cominciare molto tempo fa” e ora per riuscirci servono “dati e capitali”, i due fattori sui quali Usa e Cina precedono – e di molto – l’Europa. La dipendenza dal cloud statunitense costituisce anche un rischio per la sicurezza: “Se Trump decidesse di premere l’interruttore, interi settori pubblici si fermerebbero in meno di un’ora”. L’Ue deve quindi scegliere tecnologie e software europei e considerare i dati una materia prima strategica, che oggi vengono trasferiti gratuitamente negli Usa, utilizzati per sviluppare servizi e poi “rivenduti a noi a caro prezzo”. Cavazzini concorda sull’autonomia tecnologica, ma difende la regolamentazione Ue chiedendo una applicazione rigorosa dell’AI Act, affinché “non siano gli algoritmi a decidere sulle nostre vite”, e un Digital Fairness Act contro sistemi che creano dipendenza, influencer marketing e abbonamenti facili da sottoscrivere ma difficili da cancellare. Infine, puntare su un’intelligenza artificiale europea “sicura e centrata sull’essere umano” può offrire un vantaggio competitivo rispetto al modello statunitense.