14 settembre 2011, 15 anni fa la beatificazione di suor Elena Aiello

Il ricordo di un giorno memorabile per l’arcidiocesi di Cosenza – Bisignano. Allo stadio San Vito venne beatificata la Monaca Santa

Il 14 settembre 2011 veniva beatificata suor Elena Aiello, fondatrice delle suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. La cerimonia avvenne nello stadio San Vito di Cosenza, dinanzi a 20mila fedeli, e fu presieduta dal compianto card. Angelo Amato, allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Sono trascorsi 15 anni da quel giorno fausto, in cui una delle figure più note del Novecento cosentino, la Monaca Santa, veniva proclamata Beata e additata come modello per tutta l’arcidiocesi di Cosenza – Bisignano. Era il giorno dell’esaltazione della Croce, e mai giorno fu più propizio, vista la straordinaria esperienza terrena di suor Elena Aiello, che proprio nella sua carne aveva contemplato e vissuto le sofferenze di Cristo.

A distanza di 15 anni, memoria, gratitudine e impegno. Proprio sull’esempio di santità della beata Elena Aiello, le cui “figlie” proseguono nel loro servizio alle tante comunità che servono. Fu un giorno straordinario, carico di emozione e passione. Un giorno atteso da migliaia di cosentini e non che avevano conosciuto suor Elena e ne avevano sperimentato la fede, la speranza e l’amore ai fratelli, specialmente ai più piccoli. Un amore donato a piene mani. “Qui, nello stadio di San Vito di Cosenza si ammirano sempre i campioni dello sport, questasera noi stiamo ammirando una campionessa, una eroina della santità: la Beata Elena Aiello”.

È con queste parole che il cardinale Angelo Amato, salutò i tanti presenti. “Con la vostra presenza orante, lo Stadio è diventato la cattedrale di San Vito”. Il campo sportivo si era riempito da ore. Erano arrivati da tutte le zone della diocesi. Ad ognuno il cappellino, la bandiera, il libro con la bella storia di suor Elena Aiello, le sue opere, il miracolo che aveva aperto la strada alla beatificazione.

Il 14 settembre 2011 è il frutto maturo della grazia di Dio. Il postulatore della causa, don Enzo Gabrieli, da anni aveva raccolto la fede del popolo cosentino, la memoria della Monaca santa, il segno che, per sua intercessione, Dio aveva compiuto in lei. Il volto della beata Elena Aiello splende sul San Vito.

Il volto sereno di chi per una vita intera si era affidata alla Provvidenza, fin da quando, con suor Luigina Mazza, si era messa in cammino per le strade di Cosenza per trovare un luogo per l’opera nascente. La passione per la gente, che l’aveva giustamente definita come “santa”, perché la santità si vede già in vita. Si riconosce. Edifica. Fa bene. La cura per i piccoli, accolti, protetti, istruiti. E poi le tante comunità sparse in Italia e nel mondo.

Una vita spesa per il Signore, e che dal Signore ha ricevuto, insieme ai segni della passione, la corona della gloria.

Parola di Vita raccontó l’evento. Anzitutto, con uno speciale uscito proprio il 14 settembre e distribuito allo Stadio dai tantissimi volontari, per lo più giovani, che vollero coinvolgersi in quest’avventura della fede. Un secondo numero uscì il 22 settembre con il resoconto e gli approfondimenti sulla celebrazione. Fu una lunga e bella maratona giornalistica, fatta di interviste sul campo, di emozioni da raccontare, frammenti di storia della diocesi che rimarranno indelebili.