Cultura
Grammatica delle parole, riflesso di Dio
Tutto ciò che ci circonda è legato alle parole, che richiamano alla memoria cose e significati e costruiscono mondi. Ma c’è un sistema fatto di regole, la grammatica, che dà un ordine al caos linguistico e grazie al quale gli esseri umani fotografano l’universo. Padre Giuseppe Barzaghi, teologo e docente di Filosofia Teoretica presso lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna, riflette sul potere della grammatica nel suo libro Filosofia della grammatica. Dai nomi alle cose e dalle cose ai nomi (Edizioni Studio Domenicano). La grammatica – sostiene – consente di prendere l’universo e di metterlo nelle parole che, a loro volta, si combinano e diventano specchio della realtà. Ma l’universo si trova in perfezione dentro la nostra anima la quale, dinnanzi ai suoni e ai movimenti esterni, interpreta la realtà circostante e ne coglie il pregio. Questo pregio viene poi tradotto nelle parole per mezzo dello strumento grammaticale. Il vertice della grammatica è nella poesia, che rappresenta quella “mistica” della grammatica stessa che trasfigura i vocaboli e i loro significati. Se, quindi, la grammatica è il riflesso nell’anima dell’ordine delle cose, quest’ordine si trova nell’intelligenza creatrice, quindi in Dio. Se non ci fosse l’Altissimo, che è l’intelligenza creatrice, non ci sarebbe la grammatica con cui Il Signore aiuta a “dire in modo corretto le sue fesserie”, dice l’autore.
