Eurispes, 33,7% di giovani ha avuto contatto con criminalità

Per comprendere l’impatto della criminalità giovanile sulla popolazione, è utile partire dalle esperienze individuali che contribuiscono a delineare il clima di insicurezza. La forma di coinvolgimento più frequente è quella indiretta: il 37,4% dei cittadini riferisce infatti di essere a conoscenza di situazioni problematiche vissute da conoscenti a causa di bande giovanili. Tra coloro che dichiarano invece un’esperienza diretta (in totale il 33,7%), il 17% riferisce episodi di minacce o insulti, il 9% ha subìto un furto e il 7,7% è stato aggredito fisicamente. È la fotografia che emerge dall’ultimo studio dell’Eurispes, pubblicato oggi e intitolato “La criminalità giovanile. Fra rappresentazione e realtà”. Nel Nord-Ovest (40,4%) e al Sud (38,2%) è più elevato il numero di chi conosce qualcuno che ha avuto problemi con bande giovanili.

Interventi di tipo sociale trovano espressione nel 13,6% delle risposte, che individuano nel sostegno all’occupazione giovanile una possibile leva di prevenzione, e nell’8,8% che menziona il supporto alle famiglie in difficoltà. Inoltre, l’8,7% attribuisce efficacia alla limitazione dell’accesso degli immigrati. Molto contenute le indicazioni relative alla promozione di un uso corretto del web (6%) e di chi fa riferimento ad altre misure non comprese tra quelle proposte (3,5%). I più giovani attribuiscono maggiore rilevanza a misure sociali ed educative come occupazione e scuola, mentre nelle fasce più mature crescono le indicazioni verso azioni repressive, come l’inasprimento delle pene e il rafforzamento delle forze dell’ordine. 

Secondo quanto emerge dall’ultimo studio dell’Eurispes, pubblicato oggi e intitolato “La criminalità giovanile. Fra rappresentazione e realtà”, in presenza di problemi legati al fenomeno delle bande giovanili, oltre la metà del campione (57,5%) dichiara di non aver mai sporto denuncia. Tra coloro che invece dichiarano di aver sporto denuncia, il 26% lo ha fatto una sola volta, mentre il 16,5% lo ha fatto in più occasioni, configurando un coinvolgimento più reiterato o una maggiore propensione ad affidarsi alle forze dell’ordine. I dati raccolti offrono uno spunto rilevante sul modo in cui il fenomeno delle bande giovanili si riflette nelle abitudini di mobilità all’interno delle città e dei centri abitati. Quasi sette cittadini su dieci (69%) dichiarano di aver evitato, almeno una volta, alcune aree del proprio territorio perché considerate frequentate da gang giovanili.

Fonte: 9Colonne