8xMille. Quando la cura del Creato si unisce al riscatto sociale

“Immaginiamo un mondo in cui le energie attualmente impiegate nella guerra siano destinate allo sviluppo umano integrale, al superamento della povertà, alla difesa della dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli divisi. Una visione del genere riflette la fede nell’avvento del Regno di Dio”. Così Papa Leone XIV nel Messaggio “Forgeranno le spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4) per la XI Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato del 1° settembre, inizio del Tempo del Creato che termina il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. Cinque settimane dedicate alla preghiera, all’impegno nella cura della “casa comune”, in cui si inserisce anche la Giornata Nazionale per la Custodia del Creato ospitata quest’anno dalla Diocesi di Savona-Noli, dal 12 al 13 settembre. Un tempo forte per rilanciare l’urgenza di una “conversione ecologica” che unisce la salvaguardia dell’ambiente al riscatto sociale delle comunità locali. Quella conversione che la Chiesa cattolica sostiene grazie anche ai fondi dell’8xmille con migliaia di progetti in tutto il mondo.

È quello che accade nella Repubblica Democratica del Congo, dove il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) porta avanti la campagna “Proteggiamo la terra”. Oltre a obiettivi sociali come la tutela di minori e vulnerabili con centri di accoglienza e programmi di protezione per ragazze madri e minori a rischio, gli interventi includono la promozione di percorsi formativi e kit didattici per l’educazione ambientale, la formazione professionale e il sostegno a cooperative agricole locali per favorire tecniche di coltivazione sostenibili che non danneggino il delicato ecosistema del territorio. L’arte e i video sono utilizzati come strumenti di trasformazione sociale per denunciare lo sfruttamento iniquo delle risorse naturali e delle terre congolesi e dare voce ai giovani, perché possano essere protagonisti di un deciso cambio di rotta.

“Il Futuro è nelle nostre Mani! – Azioni integrate di protezione e promozione dei Giovani dell’Angola” è il titolo di un altro progetto realizzato sempre dal VIS in collaborazione con i Salesiani di Don Bosco e finanziato dall’8xmille. Una cinquantina di giovani sono stati formati sull’importanza delle loro azioni di mobilitazione a favore di un Paese più ecologico. Oltre agli argomenti ambientali, è stata dedicata particolare attenzione agli aspetti sociali legati alla relazione e comunicazione con le comunità locali di Cuanza Sul per raggiungere un livello più elevato di consapevolezza e trovare soluzioni innovative alle sfide ambientali.

Come è avvenuto nella Diocesi di Dindigul, in India, dove si è concluso con successo un progetto che ha garantito il sostentamento e la sicurezza alimentare. Nel corso del programma sono state lanciate 75.000 palline di semi (seed balls) e messi a dimora circa 50.000 alberelli. “La nostra terra stava morendo per la siccità, ma queste 75.000 ‘bombe di semi’ e i nuovi sistemi di raccolta dell’acqua piovana hanno letteralmente ridato vita ai nostri campi coinvolgendo 90 comunità”, racconta Meenakshi, una delle coltivatrici locali: “oggi, grazie agli orti comunitari, garantiamo cibo e sicurezza a più di 20.000 persone nella nostra comunità. Abbiamo dimostrato che la terra, se curata, risponde sempre”. La mappa verde della regione si è arricchita con la riforestazione di 30 ecosistemi di biodiversità, l’avvio di 30 orti e 9 vivai comunitari che hanno garantito una risorsa per 1.500 famiglie.

Un progetto di più limitato impatto ma altrettanto importante è stato promosso anche dalle Piccole Suore di Santa Teresa del Bambin Gesù a Fort-Liberté, Haiti, per contribuire alla salute e alla sicurezza alimentare della popolazione. La Congregazione ha messo a disposizione 15 ettari per la formazione pratica. Il progetto ha promosso una serie di attività chiave: dalla piantagione di alberi da frutto alla commercializzazione dei raccolti, fino alla trasformazione di frutta, verdura e legumi. Parallelamente, si è puntato al rilancio del comparto zootecnico attraverso l’allevamento bovino e ovino. È stato coinvolto un gruppo target di 50 agricoltori, 32 uomini e 18 donne. A questo nucleo si è affiancato un secondo gruppo interamente composto da giovani: 50 nuovi produttori con un’età media di soli 22 anni, 35 uomini e 15 donne. “Questo progetto – spiega Lovenson, un ventiduenne del secondo gruppo – ci sta dando una ragione concreta per restare nelle nostre campagne, guidando un vero ricambio generazionale. Non ci limitiamo più a coltivare: abbiamo imparato a trasformare frutta e legumi, a gestire l’allevamento ovino e a produrre formaggio locale sotto controllo veterinario”.

Ogni gesto di cura per il Creato diventa così parte di un flusso globale di speranza per dare corpo al “sogno” di Isaia e passare, come sottolinea Papa Leone XIV, “dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione e dalla violenza alla pace”.