Osservatorio Crif, un boom di turisti ma conti in affanno

Se da un lato l’Italia del 2026 continua a registrare un record di presenze tra viaggiatori internazionali e visitatori locali, dietro le quinte del settore si nasconde una realtà finanziaria complessa. L’ultimo report dell’Osservatorio CRIF rivela infatti che, a fronte di un aumento del 7% nelle erogazioni di credito alle imprese turistiche, il tasso di insolvenza del comparto si attesta al 4,5%, nettamente superiore alla media nazionale delle aziende italiane (3,3%). Le maggiori difficoltà si concentrano nella ristorazione — settore simbolo dell’ospitalità del Paese — che registra un tasso di default del 5,6%. Una vera peculiarità del mercato italiano emerge però nel rapporto di forza con i fornitori: appena il 23,4% delle attività turistiche salda le fatture con puntualità, rispetto al 42% delle imprese degli altri settori. Inoltre, oltre la metà delle aziende di ristorazione accumulate ritardi di pagamento, quota che tra i gestori di hotel e alloggi scende invece attorno al 67%. Una filiera fortemente esposta anche all’impatto dei costi energetici per la climatizzazione e la conservazione delle materie prime, che risente subito dell’andamento dei voli internazionali per attrarre la clientela a lungo raggio.