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La paura di amare dei millennials

Con l'anoressia sentimentale sempre meno matrimoni tra i giovani. La dottoressa Giovanna Celia, presidente della SIPIS, ci parla di questa “sindrome” che colpisce non solo le nuove generazioni.

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La paura di amare dei millennials

Il matrimonio, per i giovani, non è più il sogno della vita. E’ quanto emerge da uno studio americano ma anche dai dati Istat che confermano un calo di matrimoni e un aumento dell’età media degli sposi. I dati confermano che negli ultimi 10 anni i matrimoni sono diminuiti di 50mila unità, l’età media alla quale ci si sposa si è alzata, diventando 37 anni per gli uomini e 33 per le donne, i matrimoni durano in media 10 anni. La generazione definita Millennials, la cosiddetta generazione Y dell’era del web, oggi cerca l’amore ma in modo diverso, rispetto alle generazioni precedenti. Tutto ciò comporta di cadere nell’anoressia sentimentale provocando rischi per quanto concerne la vita sociale e le relazioni.

La dottoressa Giovanna Celia, presidente della SIPIS (Società Italiana di Psicoterapia integrata e strategica, ci aiuta a capire come le nuove generazioni si approcciano all’amore e alle relazioni affettive.

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Dottoressa, come mai i giovani, denominati Millennials, si sposano sempre meno?

Sposarsi è un impegno a lungo termine, presuppone che il “noi” abbia lo stesso spazio dell’”io” e questo non è molto facile per i millennials educati alla precarietà da un lato, ma anche ad una centralità nella propria vita e all’individualismo dall’altro. Naturalmente non lo dico attribuendo una responsabilità ma solo descrivendo un fenomeno evidente.

Quali possono essere i fattori che dipingono questa generazione come una generazione che ha paura dell’amore…

La generazione Y è quella di internet, dei social network. Sono i figli della società dell’immagine, del narcisismo, della crisi dei valori familiari, i figli della società in crisi economica, del lavoro a progetto. Non sono abituati al concetto di lungo termine, o addirittura di indeterminato.

Oggi si parla di anoressia sentimentale. Cos’è e come si può superare?

L’anoressia sentimentale riguarda tutta la società non solo i millennials, oggi i vicini di casa si salutano a fatica, è più difficile stabilire nuove amicizie e ancora più difficile mantenerle, l’idea di appartenenza è superata e altrettanto la stabilità affettiva, familiare, lavorativa. Tutto è avvertito come temporaneo e poco affidabile, in altre parole è come se tutti viaggiassero su una nave da crociera con il salvagente sempre sotto i vestiti pronti in caso di naufragio. Nessuno è più emotivamente disposto a garantire la propria affettività agli altri, si astiene per evitare sofferenza e delusione.

Perché i giovani di oggi dichiarano di non aver tempo per relazioni durature e si misurano sempre di più con “rapporti a progetto”?

Perché sono nati e cresciuti nell’epoca del definitivo tramonto del posto fisso.

Tra le priorità dei Millennials c’è sicuramente il lavoro e non la famiglia. Un andamento atipico che segna i sistemi familiari ma anche quelli educativi…

Il lavoro è senza dubbio un elemento essenziale anche per sentirsi abbastanza solidi e sicuri di investire con gli altri, la precarietà dell’economia e del lavoro è senz’altro propedeutica all’affettività.

L’uso ormai eccessivo degli smartphone così come la presenza assidua sui social incrementa il desiderio dei giovani di isolarsi sempre di più evitando la nascita di legami affettivi reali e duraturi?

Non so se nasce prima l’uovo o la gallina e dunque se i giovani sono soli e investono sui social o il contrario, certamente sono due aspetti che si alimentano reciprocamente. I social hanno il vantaggio di non approfondire mai nulla, di concepire relazioni apparenti e superficiali dando la sensazione di avere con chi parlare senza impegno. Inoltre puoi accendere o spegnare il pc, mentre investire in una relazione vera è un processo continuo e non “bannabile”.

Quali sono i rischi che comporta questa “sindrome” nel tempo se non viene superata?

Una profonda solitudine sociale, assenza di empatia, aridità culturale.

C’è la speranza che i giovani possano riscoprire la bellezza dell’amore, della vita di coppia e del matrimonio?

Certo ma alla scuola, alla famiglia e alla politica spetta il compito di svilupparla.

BIOGRAFIA

Giovanna Celia, Psicologa-Psicoterapeuta, PhD, nasce a Salerno, poco più che adolescente si trasferisce a Roma per studiare Psicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, inizia a  collaborare con  l’Università degli Studi di Salerno nel 1998 e continuerà collaborando anche con l’Università Federico II di Napoli e con La Sapienza di Roma. Vive tra Salerno e Roma. La dottoressa Celia vanta diverse specializzazioni in campo psicoterapico.Dopo essersi specializzata in psicoterapia strategica presso l’Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma (I.S.P.), si è poi specializzata in Dinamica di gruppo presso il prestigioso istituto ARIP di Parigi.  Allieva di Ernest Lawrence Rossi, si è inoltre formata con lui presso il Milton EricksonInstitute of California Central Coast e fa attualmente parte insieme ad altri colleghi internazionali dell’International PsychosocialGenomic Team con i quali porta avanti innovative prospettive di ricerca ed intervento clinico nell’ambito della Genomica Psicosociale e Culturale.  Cofondatrice della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Strategico Integrata (SCUPSIS) di Roma della quale è attualmente Presidente Scientifico oltre che didatta di dinamica di gruppo, terapeuta e supervisore. Fondatrice e Presidentedella Società Italiana di Psicoterapia Integrata e Strategica – SIPIS ; Socia Fondatrice della World Association of Psychosocial and Cultural Genomics and NeuroscientificorientedPsychotherapy – WAPG.E’ Direttore Didattico del Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica (CIPPS) di Salerno, primo centro europeo interamente dedicato all'integrazione del modello strategico ericksoniano con gli innovativi studi sulla genomica psicosociale. E’ docente di psicologia della salute e di psicologia dinamica presso l’Università degli Studi Giustino Fortunato. E’ una delle figure più rappresentative del modello strategico-integrato in Italia e nel Mondo, ha sviluppato diversi innovativi metodi clinici e tecniche terapeutiche per risolvere in breve tempo nodi patologici e migliorare il funzionamento umano. Ad oggi ha realizzato circa 27000 sedute di psicoterapia individuale  e circa 3000 sedute di psicoterapia di gruppocon un successo clinico del 90% dei pazienti seguiti. Ha tenuto relazioni su invito ad importanti convegni come: 12° International Ericksonian Congress in Phoenix, 2011; “The Evolution of Psychotherapy Conference”, Milton Erickson Foundation Editor, Anaheim, USA, (la più grande conferenza al mondo sull'evoluzione della psicoterapia) nel 2013; World Congress of Brief Strategic and SystemicTherapy World Network 2015; XIII European Society of Clinical Hypnosis CONGRESS HYPNOSIS AND RESILIENCE 2015; 20th World CongressHypnosis 2015, Paris; Nel 2017 insieme al dr. Cozzolino, come coppia, sono stati scelti dalla rivista ufficiale della Milton Erickson Foundation come protagonisti della rubrica “The Power of Two” per il contributo che hanno dato all’avanzamento e all’evoluzione dell’ipnosi clinica e della psicoterapia. Il prof. Cozzolino e la dott.ssa Celia sono gli unici italiani finora scelti in questa importante rubrica per avere rappresentato su molti livelli il vero spirito del potere di coppia nella ricerca scientifica in psicoterapia.E’ stata vincitrice del prestigioso premio Distinguished Investigator Achievement Award attribuito dal PsychosocialGenomicsResearchInstitute, California Central Coast, e consegnato dai Prof. E.L. Rossi e K. L. Rossi il 13 Dicembre 2015 a Phoenix, Arizona per il lavoro di ricerca, formazione e clinica nell’ambito dell’innovativo approccio della Genomica Psicosociale e Culturale. Dirige la rivista scientifica “Psicologia Clinica e Psicoterapia Oggi” e dal 2012 al 2017 ha avuto una rubrica personale sulla rivista D-Donna, La Repubblica, gruppo L’Espresso.Autrice di diversi volumi tra i quali, nel 2014, “Il gruppo strategico-integrato: teorie metodi e strumenti per una conduzione efficace” e, nel 2016, “Il modello strategico integrato: l’evoluzione dell’intervento clinico breve”, entrambi editi dalla Franco Angeli di Milano.

Per conoscere meglio la SIPIS si consiglia di consultare il sito https://www.si-pis.com

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