Istat: la popolazione del Sud destinata a ridursi di un terzo entro il 2080

L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha delineato uno scenario allarmante per il futuro demografico dell’Italia: nei prossimi 55 anni il Paese è destinato a perdere oltre 13 milioni di residenti, passando dai 58,9 milioni attuali a 45,8 milioni nel 2080. Il calo, guidato da un prolungato calo delle nascite, appare ormai inevitabile in tutti i modelli previsionali, confermando un drastico ridimensionamento della popolazione sia nel medio sia nel lungo periodo. L’impatto di questo declino evidenzia profonde spaccature territoriali all’interno della Penisola. Mentre le regioni settentrionali mantengono una temporanea tenuta grazie alla forza trainante dell’economia industriale, il Mezzogiorno subisce la contrazione più severa: entro il 2080 la popolazione del Sud Italia e delle isole si ridurrà di oltre un terzo. Questa dinamica trasformerà profondamente la società italiana, ponendo sfide cruciali per la sostenibilità del sistema sanitario, la tenuta dei borghi storici e l’equilibrio tra le diverse aree del Paese.