Chiesa
Austria: memoria della canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. “Una famiglia che prega insieme resta unita”
In vista del decennale della canonizzazione di santa Teresa di Calcutta, venerdì 4 settembre, kathpress.at, agenzia di stampa della Chiesa cattolica austriaca, ha pubblicato un dossier nel quale ripercorre la lunga storia di amicizia tra l’Austria, la santa e le sue suore della Carità. Tra gli spunti viene ricordato un discorso del 23 ottobre 1988, durante il Congresso internazionale della Famiglia, svoltosi a Vienna. “Una famiglia che prega insieme resta unita”: Madre Teresa pronunciò queste parole nella cattedrale di Santo Stefano a Vienna, durante quella che allora era la sua sesta visita in Austria, rivolgendosi al pubblico di circa 3.000 persone provenienti dall’Austria e dall’estero: Madre Teresa aveva assunto il patrocinio dell’evento e parlò di famiglia, preghiera, carità e aborto. Il punto di partenza del suo discorso fu l’incontro tra Maria ed Elisabetta. Il bambino non ancora nato nel grembo di Elisabetta “sussultò di gioia”. Da questo, Madre Teresa trasse il significato della vita non ancora nata: “Com’è strano che il Signore si sia servito di un bambino non ancora nato per annunciare la venuta di Gesù”. Allo stesso tempo, affermò: “Sappiamo quali cose terribili accadono oggi ai bambini non ancora nati. Come una madre uccida il proprio figlio e come l’aborto sia diventato il più grande nemico e distruttore dell’amore e della pace”. La suora vedeva la risposta a tutto ciò non solo nelle misure politiche, ma prima di tutto nella famiglia. “Gesù ci ha portato la Buona Novella che Dio è amore”, disse. Questo amore inizia “nella nostra famiglia”, perciò, è importante insegnare ai bambini a pregare e pregare insieme a loro: “Una famiglia che prega insieme resta unita”. Madre Teresa invitò le famiglie a recitare insieme il rosario e a consacrare le proprie famiglie al Sacro Cuore di Gesù, sottolineando l’importanza dell’adorazione eucaristica: “Quando guardiamo la croce, vediamo quanto Gesù ci ha amato. Ma quando guardiamo il tabernacolo, vediamo quanto ci ama ora”.
