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Iran: Unicef, “oltre 2.500 bambini uccisi o feriti negli ultimi 5 mesi. Non normalizzare la sofferenza dei piccoli”
“Mentre la guerra si protrae in Iran e nei Paesi confinanti, i bambini continuano a essere uccisi e mutilati nei luoghi in cui dovrebbero sentirsi più al sicuro: le loro case, le scuole e le comunità”. Lo dichiara Abdul Fofana, direttore regionale ad interim dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa.
Ieri, prosegue, “sull’isola di Qeshm, al largo della costa meridionale dell’Iran, secondo le notizie, un bambino di due anni è stato ucciso insieme ai propri genitori dopo che un attacco ha colpito un edificio residenziale. Secondo le notizie, altri due bambini sono rimasti feriti nello stesso attacco. Questo ultimo episodio è l’ennesimo drammatico promemoria del fatto che i bambini di tutta la regione continuano a pagare il prezzo più alto”. Fofana evidenzia: “Negli ultimi cinque mesi, secondo le notizie, più di 4.000 bambini sono stati uccisi o feriti in sei Paesi (Bahrein, Israele, Giordania, Kuwait e Libano, Iran, ndr), oltre 2.500 dei quali in Iran, dove sono stati registrati 386 bambini uccisi e 2.117 feriti”.
Il direttore regionale ad interim sottolinea: “Le parti in conflitto non dovrebbero normalizzare la sofferenza dei bambini, che rimangono in prima linea in conflitti che non hanno iniziato e che non hanno il potere di fermare”.
Fofana conclude: “L’Unicef esorta tutte le parti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario. I cessate il fuoco devono essere pienamente rispettati e applicati. Le parti devono adottare tutte le misure possibili per porre fine alla violenza immediatamente e proteggere i bambini in ogni momento, ovunque si trovino”.
