Madonna del Lago a Castelgandolfo. Leone XIV, “solo la via dell’amore è la via della vita”

“L’odio e la violenza non portano nulla di buono, ma solo distruzione e morte, sempre, anche quando sono risposta a ingiustizie subite”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia della messa celebrata questa sera nella chiesa di Maria Santissima del lago, a Castel Gandolfo, per la festa della Madonna del lago. “Lo vediamo ogni giorno, dal piccolo del nostro vissuto domestico alla grande scena del mondo”, ha proseguito il Pontefice, richiamando l’insegnamento di Gesù: ‘chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà’. “Abbiamo tanto bisogno di vita, di speranza, di serenità, di pace, in noi stessi, nelle nostre città, tra i popoli e le nazioni”, ha affermato Leone XIV: “Per questo, qualunque sia la ferita, qualunque l’offesa, non permettiamo al male di sfigurare la nostra umanità e di corromperci nel cuore!”. Di qui l’invito a non conformarsi “alla mentalità del mondo”: “Continuiamo ad amare, a donare, a perdonare”, per preservare e far crescere “la dignità infinita dell’immagine divina che portiamo nell’anima”. “E non scoraggiamoci se è difficile – ha concluso il Papa -: la nostra forza è nel Signore, e con il suo aiuto tutto è possibile”.“Solo la via dell’amore è la via della vita”. Così Papa Leone XIV nell’omelia della messa celebrata questa sera a Castel Gandolfo per la festa della Madonna del lago. Gesù rivela che “solo l’amore salva”, ha spiegato il Pontefice: l’amore “che Dio ci ha mostrato facendosi uomo, morendo e risorgendo per noi” e quello con cui anche noi ci offriamo “nella costanza fedele della carità di ogni giorno come nei gesti più straordinari, fino al martirio, a volte, come accade purtroppo anche oggi a molti cristiani, in varie parti della terra”. “Purtroppo non tutti comprendono la bellezza, la bontà e la concretezza di questo sogno del Creatore, anzi molti pensano che sia un’utopia”, ha constatato Leone XIV: “Porgere l’altra guancia – dicono – è da perdenti, donare di fronte al rifiuto è da ingenui, perdonare senza limiti è da deboli”. Nemmeno Pietro, ha ricordato il Papa, accettò facilmente “questo modo nuovo e diverso di ragionare”. Citando sant’Agostino, secondo cui ‘la gioia del mietitore dimostra l’intenzione del seminatore’, il Pontefice ha auspicato di poter “spargere ovunque nel mondo i semi della sua carità infinita, senza stancarci, senza misura, perché oggi e sempre qualcuno possa gioire raccogliendone i frutti”.