Territorio
Il 31 d’agosto c’è una storia che nasce e un’estate che muore
Alla fine di questa stagione estiva scelgo un’immagine nata quasi per caso.
Uno scatto rubato, di quelli che si fanno senza pensarci troppo, quasi sapendo che forse non verranno mai utilizzati. Un cappello, un ventaglio e un orologio. Tre piccoli segni che oggi, però, raccontano molto più di una fotografia.Raccontano un’estate.E soprattutto raccontano la mia gratitudine.
Grazie al sole, che mi ha accompagnato lungo queste giornate, che mi ha illuminato, “abbrittato”, riscaldando non soltanto la pelle, ma anche i pensieri, le emozioni e i sentimenti. Un sole a volte cocente, ma capace di regalarmi tramonti che sembravano preghiere e albe che parevano promesse. Davanti a quei colori ho potuto contemplare la bellezza del creato e, attraverso di essa, riconoscere la bellezza del Creatore.Grazie al vento, quello che non si vede ma si sente. Quello che ha gonfiato le vele delle esperienze, spingendomi verso luoghi, incontri e nuove emozioni.
Grazie al “buon vento” delle amicizie, alle persone incontrate e ritrovate, a quel vento leggero e discreto che ha rinfrescato il dono dell’esserci e ha reso ancora più prezioso il cammino.
Grazie al tempo. Al tempo ricevuto e finalmente assaporato. Al tempo che da semplice kronos è diventato kairos, tempo buono, tempo pieno, tempo donato. Il tempo del riposo e del viaggio, delle batterie ricaricate e dei pensieri rimessi in ordine. Il tempo delle condivisioni, delle risate, della famiglia, delle tavole apparecchiate, delle serate che avremmo voluto non finissero mai.
Grazie al Signore. Perché ogni dono, in fondo, conduce a Lui.
Grazie per il sole, per il vento, per il tempo, per i luoghi e per le persone.Grazie per avermi concesso di fermarmi, respirare, meravigliarmi e tornare a sentire nel cuore la bellezza di ciò che significa vivere.
Grazie a Lui per aver custodito e riacceso nel mio cuore quell’amore che non conosce vacanza e che, dopo ogni pausa, torna a farsi dono, servizio e presenza.Il sole tramonta.Il vento cambia direzione. L’orologio continua a camminare. Ma ciò che abbiamo vissuto rimane.
E ora si riparte. Con il cuore un po’ più leggero, gli occhi ancora pieni di luce e l’anima pronta per la storia che viene. Grazie al sole, al vento e al tempo per avermi regalato un’estate che non muore ma diventa esperienza da raccontare e storia da custodire.
