Territorio
La Sila? Si raggiunge anche per un gelato
Eccellenze di Calabria, il riconoscimento a Terre d’Altopiano
Terre d’Altopiano conquista i Due Coni del Gambero Rosso. A mille metri sull’altopiano silano, c’è chi percorre decine di chilometri e aspetta anche mezz’ora in fila: quando la qualità diventa esperienza, il territorio diventa destinazione. C’è una Calabria che vale la pena raccontare: quella delle eccellenze che nascono dalla terra, dal lavoro e dalla capacità di trasformare le risorse di un territorio in esperienze capaci di richiamare persone. Una Calabria che, sull’altopiano silano, riesce persino a mettere in fila decine di persone per un gelato. Accade a circa mille metri di quota, da Scrivano – Terre d’Altopiano, realtà agricola che ha fatto della qualità e del legame con il territorio la propria cifra distintiva.
E oggi questo impegno riceve anche un’importante consacrazione: il Gambero Rosso ha assegnato a Scrivano i prestigiosi Due Coni, riconoscendo la qualità della sua proposta. Ma il riconoscimento della prestigiosa guida gastronomica trova una conferma ancora più concreta davanti al bancone.
Nei periodi di maggiore affluenza si forma infatti una lunga fila: famiglie, giovani, turisti e gruppi di amici arrivano, parcheggiano e aspettano. Anche mezz’ora.E proprio mentre eravamo in fila, è accaduta una piccola scena che racconta forse meglio di qualsiasi statistica il successo di questo luogo.
Un signore, arrivato insieme alla moglie, ci ha raccontato di essersi fermato semplicemente perché aveva visto tutte quelle automobili parcheggiate. Non conosceva il posto, non aveva programmato la sosta. La curiosità lo ha spinto a chiedere cosa ci fosse. Ha capito che lì c’era un prodotto ricercato, che la gente si fermava per la qualità. E così, anche lui e sua moglie si sono messi in fila. È una storia semplice, ma significativa. Perché dice che la reputazione di un prodotto può diventare contagiosa e che, a volte, sono le persone stesse a fare da migliore pubblicità. C’è chi arriva da Cosenza e dall’area urbana, chi da altri centri della provincia e chi percorre ancora più strada. Non si tratta soltanto di visitatori di passaggio: si va a Scrivano perché se ne è sentito parlare, perché qualcuno lo ha consigliato o perché lo si è già assaggiato e si vuole tornare.Il valore aggiunto è il rapporto con l’altopiano.
La filosofia guarda alla filiera corta e alla valorizzazione delle materie prime: il latte dell’attività agricola e i frutti del territorio diventano ingredienti di una proposta nella quale la Sila non viene soltanto raccontata, ma quasi assaggiata.Ed è proprio questo l’aspetto più interessante. Un prodotto semplice riesce a creare un legame tra agricoltura, gastronomia e turismo. Chi arriva per il gelato scopre anche il paesaggio, i boschi e l’identità dell’altopiano.
Il viaggio diventa parte dell’esperienza.La fila, allora, assume un significato che va oltre il successo commerciale.
In una Calabria che parla spesso di spopolamento e difficoltà delle aree interne, vedere persone disposte a percorrere chilometri per raggiungere un’attività della montagna è un segnale importante. Le persone si muovono quando trovano qualcosa che vale la pena raggiungere.
È una lezione che la Calabria dovrebbe cogliere. La valorizzazione dei territori passa anche da piccole realtà capaci di costruire qualità, identità e reputazione. Un’azienda agricola, un laboratorio, un ristorante o una gelateria possono diventare tasselli di un’economia che mette insieme produzione, accoglienza e turismo.Scrivano dimostra che un gelato può diventare ambasciatore di un territorio.E quella mezz’ora in fila diventa quasi una certificazione spontanea: quando il prodotto è autentico e la qualità si percepisce, la distanza non spaventa.
A mille metri, nel cuore della Sila, una fila davanti a una gelateria racconta così una Calabria che produce, valorizza le proprie radici e sa trasformare la qualità in attrazione.Una Calabria per la quale, qualche volta, basta un buon gelato per far venire voglia di mettersi in viaggio.

