Cultura
Nella memoria del Cosentino antico tra folclore, costumi e usanze antiche
Trentaquattro racconti, raggruppati in quattro diverse sezioni tematiche, esplorano i miti, le tradizioni, il folclore e le usanze della Calabria antica, con una particolare predilezione per la zona del Cosentino. Nel suo nuovo libro intitolato Echi di antichi racconti. Miti, riti e memorie di una Calabria invisibile (Teomedia 2026), Sabrina Marotta vuole far rivivere il patrimonio dell’oralità che, al mondo d’oggi, rischierebbe di scomparire completamente, a causa di una modernità e di un’industrializzazione che non guardano più al valore del passato, quanto a creare macchine intelligenti. Ma il passato ci appartiene e bisogna intrappolarlo nella nostra memoria. L’autrice del testo ha messo nero su bianco, redigendo una sorta di taccuino nel quale espone le storie che hanno plasmato il volto di una vecchia Calabria secolare, che ha il pieno diritto di restare viva e vegeta. Racconti come “A sutterrata, la “truvatura”, la “vrascera” e altri richiamano la nostra attenzione su una regione che è fatta di presenze invisibili, ma ugualmente inscritte nel suolo, sui muri delle case, per le strade, e si giova di una geografia sacra in cui visibile e invisibile viaggiano di pari passo e il cui confine di separazione è spesso labile. Credenze popolari e tradizioni ancestrali, tramandate di generazione in generazione, stando seduti vicino al fuoco del caminetto, stanno a metà tra realtà e leggenda. E’ proprio questo patrimonio che pone innanzi il “bisogno di ricordare” sempre.
