Trump: Hormuz è territorio USA

“Nuovo Territorio degli Stati Uniti”. La dicitura, sovrimpressa su una mappa digitale dello Stretto di Hormuz e pubblicata sul profilo Truth Social di Donald Trump, rappresenta l’ultimo atto di una strategia comunicativa che trasforma la provocazione visiva in uno strumento di pressione geopolitica. L’immagine, rilanciata nel pomeriggio mentre il governo iraniano pone rigide condizioni per la riapertura del canale navale, rompe le consuetudini della diplomazia internazionale mettendo in secondo piano la gravità dello stallo operativo nel Golfo Persico. La scelta del leader americano di utilizzare fotomontaggi ed elaborazioni visive per rivendicare influenza o provocare gli avversari riflette una prassi consolidata nel suo linguaggio pubblico. Dai fotomontaggi che lo ritraggono sul Monte Rushmore accanto ai padri fondatori delle istituzioni statunitensi, fino alla diffusione di immagini della statua dorata alta sei metri eretta in suo onore a Doral, il presidente americano adotta una messinscena imperiale e provocatoria. Un registro satirico e muscolare che evoca il mito di Re Mida e la trasformazione del potere politico in uno show globale, sfumando il confine tra propaganda digitale e azioni di governo.

LO SCONTRO SULLO STRETTO E LE PRETESE DI TEHERAN. Sul fronte negoziale la posizione delle parti rimane rigida. “Voglio affermare chiaramente che lo Stretto di Hormuz non verrà aperto finché non saranno attuati gli impegni americani sanciti nel memorandum d’intesa”. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e referente delle trattative per Teheran, ha ribadito la chiusura del canale durante un intervento trasmesso dalla televisione pubblica. La dirigenza iraniana subordina qualsiasi riapertura alla fine del blocco portuale e alla revoca delle sanzioni commerciali. Da Washington giunge invece la secca smentita sull’esistenza di canali d’interlocuzione. Donald Trump ha escluso l’avvio di colloqui con le autorità iraniane, mentre le rilevazioni della United Kingdom Maritime Trade Operations confermano che la sicurezza della navigazione rimane compromessa dopo il danneggiamento di un mercantile colpita da un proiettile non identificato.

IMPATTO SUI MERCATI E RAMIFICAZIONI REGIONALI. L’escalation verbale e l’assenza di intese dirette continuano a condizionare l’andamento dei mercati energetici. I prezzi del greggio hanno registrato sensibili rialzi sui listini internazionali, spinti dalle incertezze sulla regolarità dei fornimenti di idrocarburi. Sullo sfondo restano le dinamiche militari nell’area mediorientale. Gli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato l’intercettazione di due vettori balistici lanciati dal territorio iraniano, mentre le milizie Houthi hanno rivendicato un nuovo attacco contro infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita. In questo contesto, le diplomatiche regionali guidate dal Qatar e dall’Oman cercano di mantenere aperti i canali di mediazione indiretta per evitare un ulteriore allargamento del conflitto.

Fonte: 9Colonne