Ministro Schillaci, case di comunità al via

“Resto ottimista, siamo in linea con numeri e tempi”, “il nostro obiettivo, condiviso con le Regioni e ovviamente condiviso con il governo, è quello di far sì che al 30 giugno, che è la scadenza imposta dal Pnrr, partano le case di comunità”. Lo afferma il ministro della Sanità, Orazio Schillaci, in un’intervista al Corriere della Sera in merito alle nuove strutture socio-sanitarie introdotte per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità sul territorio ed alleggerire i pronto soccorso, offrendo un team multidisciplinare composto da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, infermieri di famiglia o di comunità, specialisti ambulatoriali e assistenti sociali.  E sottolinea che “l’importante è avere il coinvolgimento dei medici di medicina generale. A breve sicuramente incontreremo la loro rappresentanza e credo che lavorando insieme con loro e con le Regioni riusciremo a trovare per questa data così importante una prima definizione. Dopodiché, una volta che le case di comunità saranno partite, penso che avremo poi più tempo per poter pensare a cambiamenti anche più impattanti”. Il ministro evidenzia che “questa non è solo la riforma della medicina di famiglia. È una riforma che riguarda la medicina territoriale: è strettamente collegata anche a un disegno di legge che abbiamo presentato lo scorso gennaio che riguarda la riorganizzazione della medicina territoriale e la medicina ospedaliera. È una visione a 360 gradi che vuole avere una medicina più moderna, più proattiva e più basata sulla prevenzione che non sulla cura”. Le strutture “rappresentano per me un presidio fondamentale per modernizzare la nostra sanità, oltre a essere pronte dal punto di vista infrastrutturale. Su questo siamo assolutamente in linea con i numeri e con i tempi. Sono anche pronte per accogliere e curare i pazienti. È molto importante che all’interno delle case di comunità operino dei team multidisciplinari, dove una figura fondamentale irrinunciabile è rappresentata dal medico di medicina generale. Il nostro compito è quello di trovare un accordo insieme alle Regioni con i medici di medicina generale affinché possano entrare dentro le case di comunità. Io sono molto fiducioso che possiamo arrivare a una conclusione nell’interesse solo dei pazienti e nel rispetto, mi lasci dire, dell’articolo 32 della Costituzione”, “bisogna diminuire il carico di burocrazia che li affligge così che abbiano più tempo da dedicare a quella che è la loro vera essenza, cioè la cura dei malati e dei pazienti. Io sono un medico, ho fiducia nel senso di responsabilità di tutti i medici che sono profondamente legati alla loro professione. Credo che nessun medico si sottrarrà alla volontà di collaborare per avere un servizio sanitario nazionale più moderno, con i medici ovviamente al centro della sanità e per dare ai pazienti quello che si aspettano da noi, ed è quello che noi dobbiamo dare. Quindi io sono ottimista, credo che alla fine riusciremo a trovare una soluzione nell’interesse dei cittadini e non credo che i medici e i medici di medicina generale verranno meno a un impegno all’interno delle case di comunità”.

Fonte: 9Colonne