Femminicidio in Calabria: mons. Savino (Cassano allo Ionio), “esaminare con onestà le proprie parole e i propri gesti”

“Esaminare con onestà le proprie parole e i propri gesti”. E’ l’invito ad ogni uomo da parte di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio, dopo l’ccisione delle 46enne Ornella Forastefano, lasciata agonizzante la mattina del 16 agosto davanti all’ospedale di Trebisacce e poi morta a causa delle ferite. E ogni padre il presule invita ad “insegnare ai figli maschi che la forza fisica esiste per custodire e non per far male agli altri, alle donne. Dico infine, con altrettanta chiarezza, che il dolore di questi giorni appartiene a tutti noi e merita rispetto, sicché chiunque tentasse di usarlo per alimentare sospetti verso gli stranieri tradirebbe la memoria di Ornella, perché la violenza contro le donne attraversa tutte le lingue, tutte le classi sociali e tutte le nazioni, e in Italia parla nella grande maggioranza dei casi la nostra stessa lingua”. E alle donne l’invito a “chiedere aiuto oggi, poiché il numero antiviolenza 1522 risponde gratuitamente giorno e notte, i centri antiviolenza del territorio accompagnano con competenza e riservatezza, e le nostre parrocchie insieme alla Caritas diocesana restano case aperte per chiunque cerchi ascolto e una via d’uscita. Chiedere aiuto – sottolinea il presule – è un atto di coraggio verso se stesse e verso i propri figli, e a chi sa, a chi sospetta, a chi ha visto un livido e ha scelto di tacere ricordo che una parola detta in tempo salva una vita, perché il silenzio dei vicini rimane il migliore alleato di chi picchia”. Mons. Savino assicura la preghiera e la vicinanza “concreta” della Chiesa diocesana, oggi come nei mesi in cui “i riflettori si saranno spenti e resterà soltanto la fatica quotidiana di ricominciare”. La riflessine di mons. Savino si chiude con la scena evangelica di Gesù che entra nella stanza dove giace una ragazza morta, prende la sua mano dentro la propria e le dice in aramaico talità kum, “fanciulla, io ti dico: àlzati”. “Dio – scrive il vescovo – si china sempre dalla parte di chi è stato gettato a terra, e le sue mani cercano le mani delle donne uccise per rialzarle dentro una vita che resta ormai al riparo da ogni violenza. Prego perché Maria, la donna assunta in cielo con il suo corpo di carne, accolga Ornella proprio nel giorno della sua festa e le restituisca intera la bellezza che le hanno strappato, e prego perché questa morte diventi per la nostra terra il principio di un risveglio: Ornella, àlzati, la tua comunità ti ha ascoltata troppo tardi, e da oggi si impegna ad ascoltare in tempo tutte le altre.