Spettacoli
Il film su Bergamini guarda agli Oscar
Sentimenti di rabbia da parte della famiglia che ha cercato la verità per tanti anni
Il documentario “Denis 18.11.89”, del regista cosentino Francesco Gallo, approda nell’olimpo del cinema internazionale a Beverly Hills, dove sarà proiettato fino al 2 luglio, nella storica sala Lumière. L’opera, presentata la prima volta al cinema Citrigno di Cosenza nel 2024, è tra i prodotti cinematografici italiani in corsa per rappresentare il Bel Paese agli Oscar 2027, nella categoria “Miglior documentario”. La pellicola rispolvera la triste vicenda del giocatore del Cosenza Calcio, Denis Bergamini, ucciso in circostanze misteriose il 18 novembre 1989 sulla Statale 106 Jonica a Roseto Capo Spulico, forse in seguito alla sua decisione di porre fine ad una relazione amorosa ossessiva. La narrazione è sviluppata dalla prospettiva intimata, emotiva e personale della sorella, Donata. Il documentario non si concentra tanto sul processo giudiziario, avviato all’indomani del truce fatto di cronaca, ma ricostruisce le ventiquattro ore successive alla scomparsa del calciatore rossoblù. Il film parla della sofferenza, dello smarrimento, dei sentimenti e della rabbia di una famiglia, che ha cercato in tutti i modi di far luce, per tanti anni, su un caso straziante e angoscioso, che ha alimentato dubbi e sollevato interrogativi. “Credo che questa storia dovesse uscire a 360 gradi, perché non è ammissibile che una famiglia abbia dovuto lottare così tanto per avere verità e giustizia. Non hanno ammazzato solo Denis: hanno distrutto un’intera famiglia. Hanno cancellato la mia vita, al di là del dolore, che è la cosa più atroce“, le parole di Donata. Francesco Gallo si riconferma una punta di diamante della settima arte, dopo il successo di altri lavori come “Le dee di Olimpia” (premio “Miglior Film sportivo” al Cannes World Film Festival) e “Negri – Sport in the U.S.A (premio “Miglior documentario” ai Los Angeles Cinematography Awards). Con “Denis 18.11.89” Gallo dimostra, ancora una volta, il suo talento da cineasta e la sua capacità artistica di mettere su una creazione, capace di riportare all’attenzione pubblica un fatto reale, che merita di essere raccontato e ricordato. Dalla Calabria ancora un altro professionista, in grado di regalare ai cosentini e al mondo intero emozioni, parlando con sincerità e profondità.
