Rende, una giungla per gli affitti universitari: 400 euro per una stanza

A Rende, agosto è un mese strano. Le strade di Arcavacata e Quattromiglia si svuotano, i bar rallentano, gli autobus viaggiano mezzi vuoti. Gli studenti sono tornati a casa, e per qualche settimana la città sembra respirare. Ma è un’illusione breve: perché proprio mentre gli universitari salutano l’Unical, centinaia di genitori iniziano la corsa contro il tempo per trovare un alloggio ai figli in vista della riapertura dei corsi a settembre. È un rito che si ripete ogni anno, ma che oggi ha assunto i contorni di una vera emergenza abitativa. Arcavacata e Quattromiglia restano le zone più ricercate, quelle dove si concentra la vita universitaria e dove ogni appartamento libero diventa oggetto di una competizione feroce. Roges convince meno, mentre il quartiere di Commenda – più ordinato, più vivibile, più “cittadino” – sta diventando una delle alternative più apprezzate dalle famiglie. Rende è una città particolare: 30 mila residenti, 30 mila studenti. Una simmetria che racconta tutto.
La domanda abitativa è doppia rispetto alla popolazione reale, ma i finanziamenti pubblici – come ricordano da anni le amministrazioni locali – arrivano solo per i residenti. Il resto è popolazione “fantasma”: vive, consuma, si sposta, ma non esiste nelle statistiche che determinano le risorse per i servizi.

Rabbia social

Il risultato è un mercato immobiliare che negli anni è diventato una giungla. Molti studenti lo denunciano apertamente sui social, dove proliferano gruppi, bacheche, pagine dedicate alla ricerca di stanze e appartamenti. Qui si cercano annunci privati, senza agenzie, senza costi aggiuntivi, senza intermediazioni. Una caccia quotidiana alle “occasioni”, spesso più immaginarie che reali. E i commenti sono sempre gli stessi: «Prezzi troppo esagerati. Ci si specula troppo». «A Rende per un alloggio intero che forse ne vale 350 euro mensili, ti chiedono 350 euro per una camera. Dal 200% al 300% in più». «Solo perché c’è l’Università i prezzi sono triplicati e talvolta quadruplicati». «È una vergogna. Stato, Regione, forze pubbliche dovrebbero intervenire». «Comunque la colpa è nostra che paghiamo, altrimenti questi appartamenti rimarrebbero vuoti».
Mercato fuori controllo.