Attualità
Arriva l’eclissi solare, come vederla in sicurezza
Il ministero della Salute ha pubblicato delle raccomandazioni per chi osserverà il fenomeno. L’eclissi solare non comporta alcun rischio diretto per la salute umana (come, ad esempio, effetti sulla gravidanza o sull’alimentazione), con la sola eccezione però di danni permanenti agli occhi dovuti all’osservazione diretta anche breve (guardare verso il sole)
Cresce l’attesa per l’eclissi solare che questa sera attraverserà Groenlandia, Islanda e la Spagna, dove il cono d’ombra abbandonerà la Terra al tramonto, poco oltre le Baleari, sul Mediterraneo. Un anticipo che ci farà pregustare la più spettacolare eclissi del prossimo anno, di tutt’altro rilievo, con una totalità che sfiorerà i 6 minuti e mezzo, tra le più lunghe del secolo. L’eclissi attraverserà quindi una sottile striscia di terra e mare che parte dalla Russia artica, passa per la Groenlandia, tocca alcune regioni all’estremo ovest dell’Islanda, una piccolissima porzione di Portogallo e un’estesa fascia della Spagna. La totalità non durerà molto, tra un minuto e mezzo e due minuti, superando i due minuti solo al largo della costa islandese e in alcune località della Groenlandia. Si tratta della prima eclissi totale di Sole nel continente europeo dal 1999 (se si escludono quelle del 2006 e del 2015, che hanno interessato rispettivamente alcune porzioni di Georgia e Russia, e le isole Feroer e Svalbard). Il raro e attesissimo evento si verificherà poco prima del tramonto e sarà visibile, sebbene in modo parziale, anche dall’Italia: si verificherà infatti a partire dalle 19.30 circa, ora italiana, con il Sole già basso sull’orizzonte e prossimo al tramonto per raggiungere la fase intermedia intorno alle 19.50 ed il culmine alle 20.20. Le regioni più favorite sono quelle settentrionali e occidentali: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, con un oscuramento del disco solare che raggiunge il 90 per cento e oltre, mentre le regioni del centro e sud Italia saranno interessate dal fenomeno in misura più marginale. Contrariamente all’eclissi totale, durante un’eclissi parziale il Sole non è mai oscurato del tutto e non si vede la corona solare, nemmeno al culmine dell’evento. Per l’occasione, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), in collaborazione con l’Unione Astrofili Italiani (UAI) e l’Associazione dei Planetari Italiani (PLANit), organizza una diretta in streaming con le osservazioni dell’evento al telescopio, trasmessa a partire dalle 19,30 sul canale youtube di EduINAF e sui canali facebook dell’INAF e della UAI. Saranno trasmesse le immagini dell’eclissi parziale dalle sezioni Uai di Cremona e La Spezia, e le immagini della totalità – prevista in Spagna intorno alle 20.30, ora italiana – realizzate da TimeAndDate.com.
Un team di ricercatori guidato da Federico Landini dell’Inaf di Torino sfrutterà l’eclissi per testare Ciss (Circular Slit Spectrometer), un nuovo prototipo di spettrografo per osservare la corona, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole. Il progetto, in collaborazione con l’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr di Padova, l’Inaf di Napoli e l’Università di Firenze, introduce nella spettroscopia un concetto totalmente nuovo, basato su una fenditura circolare a raggio variabile e un reticolo di diffrazione con scanalature circolari concentriche. Questo consente di ottenere, con una singola esposizione, lo spettro completo della corona solare a una certa distanza dal centro del Sole; poi, cambiando il raggio della fenditura, si possono esplorare altre distanze. Ciss è già stato validato con successo in laboratorio e adesso occorre provarlo sul campo, all’interno della fascia di totalità dell’eclissi. L’esperimento avrà luogo presso l’Observatorio Astrofisico de Javalambre, un osservatorio astronomico a circa 2000 metri di quota, situato nel comune di Arcos de las Salinas, provincia di Teruel, nella comunità autonoma dell’Aragona, in Spagna.
Diverse inviate e inviati dell’Inaf sono dislocati lungo la cosiddetta “striscia di totalità” in Spagna – per il paese è la prima eclissi totale di Sole dal 1912 – per osservare e raccontare l’eclissi al pubblico tramite i canali social dell’Istituto. Federica Loiacono dell’Inaf di Bologna realizzerà un reportage da La Coruna, nel nord della Spagna. Il reportage consisterà in fotografie e brevi aneddoti per documentare quel che accade in città e dintorni, e raccontare come la popolazione del posto sta vivendo questo raro evento celeste. Dall’altro lato della penisola iberica, Claudia Mignone e Federica Duras dell’Inaf di Roma saranno all’Observatorio Astrofisico de Javalambre per documentare la spedizione di Landini e collaboratori con news e servizi video su Media Inaf. Le due astrofisiche e divulgatrici scientifiche produrranno anche un diario di viaggio, sotto forma di podcast, da ascoltare su Media Inaf e sulle principali piattaforme di podcast; aggiornamenti e spunti didattici saranno pubblicati anche sulle pagine di EduInaf. Da domenica scorsa e fino al 16 agosto, Umberto Battino dell’Inaf d’Abruzzo è a bordo della nave da crociera Costa Pacifica, in qualità di ricercatore Inaf e divulgatore di Passione Astronomia, insieme a oltre duecento appassionati provenienti da tutta Italia per poter assistere di persona allo spettacolo dell’eclissi. L’itinerario prevede l’osservazione al largo di Valencia, tra la costa spagnola e le isole Baleari, in una zona scelta per le condizioni meteorologiche statisticamente favorevoli, con attività divulgative prima e dopo l’eclissi. Il ricercatore e divulgatore racconterà l’esperienza attraverso immagini, video e aggiornamenti pubblicati sui canali social di Passione Astronomia. Marco Mastrofini e Giuliano Raeli dell’Inaf di Roma, a Palma de Mallorca, realizzeranno riprese sia a largo campo che a campo più stretto, seguendo il Sole con due “astroinseguitori” che monteranno due mirrorless con rispettive ottiche e filtri in Mylar. Le immagini dell’eclissi saranno diffuse sui canali Facebook e Instagram dell’Inaf – Osservatorio astronomico di Roma. Sempre alle Baleari, a Ibiza, Giacomo Carrozzo e colleghi dell’Inaf di Roma saranno presso il faro situato nella parte nord-orientale dell’isola. Qui, distribuiranno al pubblico presente degli occhiali certificati per l’osservazione sicura del Sole, cogliendo l’occasione per spiegare il fenomeno e promuovere una corretta osservazione dell’eclissi. Il team realizzerà fotografie, un timelapse dell’evento e riprese documentaristiche dell’eclissi e delle attività sul campo, che saranno condivise sui canali Facebook e Instagram dell’Inaf – Istituto di astrofisica e planetologia spaziali.
Lucia Abbo e Gerardo Capobianco dell’Inaf di Torino porteranno lo strumento E-CorMag – un esperimento progettato per studiare il campo magnetico della corona solare – a bordo di un volo militare speciale Airbus C295 dell’Irish Air Corps, l’aeronautica irlandese. La spedizione, guidata da Peter Gallagher e Laura Hayes del Dublin Institute for Advanced Studies, in collaborazione con il Trinity College Dublin e la Technological University of Dublin, volerà lungo il percorso della totalità sull’Oceano Atlantico, a 370 chilometri dalla costa occidentale dell’Irlanda. Tornando in Spagna, a qualche decina di chilometri da Burgos, nella comunità autonoma di Castiglia e León, un team formato da Albino Carbognani dell’Inaf di Bologna, insieme a Gabriele Umbriaco, Alessio Taranto e Thimea Armenio dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Università di Padova, approfitterà dell’eclissi ma non per studiare il Sole, bensì le sue immediate vicinanze. I ricercatori della missione Vento (Vulcanoid Eclipse Near-sun Test Observations) hanno scelto una collina dove si trovano delle pale eoliche, un punto sopraelevato ideale per l’osservazione: da qui, metteranno alla prova la strumentazione per la ricerca dei vulcanoidi, una famiglia di ipotetici asteroidi compresi tra Mercurio e il Sole, la cui esistenza non è ancora stata dimostrata. Un po’ come Don Chisciotte, che lottava contro i mulini a vento inseguendo un ideale, questa spedizione si appollaierà proprio sotto le pale eoliche per dare la caccia ai “fantasmi” dell’astronomia che finora nessuno è mai riuscito a confermare. Si tratta di un test delle attrezzature che saranno messe in campo durante l’eclissi molto più lunga del 2 agosto 2027. Una raccolta di risorse didattiche dedicata al fenomeno dell’eclissi, che include anche una serie di attività per costruire visori per l’osservazione sicura del sole, è stata realizzata dall’Office of Astronomy for Education Center Italy in collaborazione con il National Outreach Coordinator Italy dell’Unione astronomica internazionale (Iau) ed è disponibile su EduInaf.
Il ministero della Salute ha pubblicato delle raccomandazioni per chi osserverà il fenomeno. L’eclissi solare non comporta alcun rischio diretto per la salute umana (come, ad esempio, effetti sulla gravidanza o sull’alimentazione), con la sola eccezione però di danni permanenti agli occhi dovuti all’osservazione diretta anche breve (guardare verso il sole). Prima di osservare l’eclissi è necessario anzitutto indossare una protezione oculare specifica (gli occhiali da sole non sono sufficienti) e mantenerla costantemente indossata. Il rischio primario è di danni alla vista: guardare direttamente il sole o una eclissi solare – anche brevemente – può causare danni permanenti alla retina (retinopatia solare), senza causare alcuna sensazione di dolore immediato. Il rischio è aumentato in caso di osservazioni ripetute, anche brevi. I danni possono manifestarsi a distanza di ore o di giorni. Esiste un unico mezzo sicuro di protezione per l’osservazione diretta: guardare verso il sole usando degli appositi occhialini per eclissi (Eclipse Glasses) che siano certificati come rispondenti alla norma ISO 12312-2. Ogni altro mezzo deve essere evitato perché non garantisce sempre una sicura protezione: ad esempio, non sono sufficienti occhiali da sole (neanche indossati uno sopra l’altro), pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro. Bambini e ragazzi sono maggiormente a rischio, perché i loro occhi sono più facilmente danneggiabili, e perché il fascino del fenomeno li può attrarre verso l’osservazione del sole. Per loro, l’osservazione della eclissi dovrebbe avvenire sotto la continua supervisione degli adulti, che si devono assicurare che bambini e ragazzi indossino sempre e continuativamente gli occhialini per eclissi. Persone di età avanzata, o con patologie della vista già esistenti o che abbiano subito alcuni interventi chirurgici oftalmologici possono essere a maggior rischio. In ogni caso, se nelle ore o giorni successivi alla osservazione della eclissi notate dei disturbi della visione, anche lievi, è importante ricorrere immediatamente ad un controllo medico oftalmologico.
Fonte: 9Colonne
