Afghanistan, uno su due ha bisogno di aiuti

A cinque anni dal ritorno al potere dei talebani e a quasi un anno dai terremoti che hanno colpito le province orientali del Paese, l’Afghanistan resta una delle crisi umanitarie più gravi e complesse al mondo. Nel 2026, 21,9 milioni di persone — quasi la metà della popolazione — hanno bisogno di assistenza umanitaria1. Fame, siccità prolungata, declino economico, collasso dei servizi essenziali e rimpatri su larga scala da Iran e Pakistan, stanno spingendo comunità già vulnerabili ancora più in crisi. 

“Il Paese sta affrontando una grave emergenza umanitaria e milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta e malnutrizione. Eppure, mentre i bisogni umanitari continuano a crescere, i fondi per gli aiuti internazionali diminuiscono” dichiara Srikanta Misra, direttore di ActionAid Afghanistan. “I tagli stanno costando vite umane. Stanno rallentando le risposte alle emergenze, isolando le comunità più remote e lasciando famiglie senza cibo, riparo e assistenza sanitaria. La comunità internazionale non può permettersi di voltare le spalle all’Afghanistan. Un’assistenza umanitaria continuativa è essenziale per impedire che milioni di altre persone sprofondino ulteriormente nella crisi”.  A essere particolarmente colpite sono le donne e le ragazze, che affrontano ostacoli crescenti alla mobilità, al lavoro, all’istruzione e all’accesso ai servizi essenziali. In questo contesto, la presenza di operatrici umanitarie resta fondamentale per garantire loro un accesso in sicurezza ai sostegni salvavita. Tra loro c’è Suraya, operatrice di ActionAid nel distretto di Bala Murghab, che ha contribuito a realizzare percorsi di formazione professionale e imprenditoriale per oltre 80 donne nei settori dell’agricoltura, della sartoria, della lavorazione del cuoio e del ricamo. «Lavorare per la comunità, soprattutto per le donne rurali, non è soltanto un lavoro: è una missione umanitaria»

Fonte: 9Colonne