A Potame l’opera teatrale della nuova Compagnia Mangonese

Quando la sanità va in scena: risate e satira pungente nella nuova commedia degli equivoci. Il grande imbroglio, commedia scritta e diretta da Giuseppe Grimaldi.

Attraverso le peripezie del malcapitato Serafino e dell’amico Gasparino, lo spettacolo mette alla berlina i paradossi e i giochi di potere della corsia.Un ritratto esilarante, a tratti impietoso, ma incredibilmente attuale del nostro sistema sanitario. È questo lo spirito della nuova commedia della nuova compagnia teatro Mangonese, che si appresta a conquistare il pubblico, offrendo una sferzante satira sociale nascosta dietro il paravento di una comicità travolgente.La vicenda prende il via con il ricovero dello sfortunato protagonista, Serafino, all’interno di una caotica clinica privata. Assegnato a una stanza doppia, Serafino fa la conoscenza di Gasparino, un altro degente con cui stringe un’immediata e solida amicizia. Sarà proprio questo legame il baricentro umano attorno al quale ruoterà l’intera struttura narrativa, un’ancora di salvezza in un mare di totale disorganizzazione.La degenza dei due protagonisti si trasforma ben presto in un’esilarante odissea. Tra patologie dai nomi storpiati, incomprensioni linguistiche e paradossi burocratici, la corsia d’ospedale diventa il palcoscenico di una catena inarrestabile di equivoci.Tuttavia, l’opera non si limita alla semplice gag. Man mano che la trama si sviluppa, lo spettacolo lancia una frecciata tagliente alla gestione della sanità moderna, popolando la scena di figure fin troppo riconoscibili. Sul palco sfilano medici che vivono la professione come una missione e giovani carrieristi pronti a tutto, mentre sullo sfondo si muovono i proprietari della struttura, costretti a scendere a compromessi con la politica locale pur di far quadrare il budget aziendale.Il culmine della satira politica ed economica si raggiunge con la nascita di un ambizioso progetto universitario: un’accademia nata sotto cattivi auspici che sfornerà, con estrema facilità e pochissimo merito, docenti e professori del tutto inadatti a formare le nuove generazioni di medici.In un crescendo di colpi di scena e denunce comiche, la commedia viaggia spedita verso una risoluzione finale che promette di rimettere ordine nel caos. Uno spettacolo dal ritmo battente che, con il sorriso sulle labbra, fotografa una realtà complessa, ricordandoci che spesso l’ironia rimane l’unica medicina efficace.