Spettacoli
Torna in scena la show su Santa Chiara
Lo spettacolo andrà di nuovo in scena in Italia per gli 800 anni dalla morte del Poverello
Torna in scena, dall’11 ottobre al 29 novembre, il musical “Chiara di Dio” per ricordare il Poverello di Assisi a 800 anni dal suo pio transito. Lo spettacolo racconta la vita di santa Chiara, la “plantuncula sancti Francisci” (pianticella di san Francesco”) accanto a quella del Serafico, rappresentati nelle loro vesti di cristiani e di giovani. Il personaggio “Il Vecchio”, riprendendo le parole di san Giovanni Paolo II, dà il via alla rappresentazione pronunciando la frase: “È veramente difficile disgiungere questi due nomi, Francesco e Chiara”. Il Vecchio ruota poi una candela e illumina Chiara con le sue consorelle in lacrime. In punto di morte, la santa, dopo un periodo di digiuno e di penitenze, chiede per sé una ciliegia che le ricorda quando, da bambina, pregava davanti ad un albero di ciliegie. Agnese invia nel chiostro una suora per prenderne una, benché sia agosto e non sia un tempo propizio alla fioritura di questi frutti. Tra la richiesta avanzata da Chiara e il ritorno della monaca, che avrà in mano quanto raccolto, scorrono i primi due tempi dello show, centrati sugli elementi salienti della vita della donna: l’incontro con Francesco, la fuga da casa, il taglio dei capelli, i voti, la sua opposizione ai saraceni attraverso l’innalzamento dell’ostensorio. Forte e tenace, aveva capito che la scelta fatta dal Poverello era profonda ed esistenziale, e decise di seguire le sue orme facendo anche lei una scelta radicale. Lascia il suo “Testamento” alle sue consorelle, un Testamento ispirato dallo Spirito Santo, in com-unione con l’Alter Christus che si prese cura di lei e delle altre a San Damiano. Lo scopo dello spettacolo è “colpire il cuore dei giovani” – ha riferito Francesco Troilo di Carlo – uno dei 40 artisti della compagnia teatrale “Ragazzi del Lago”, nata a Monte Colombo (Rimini). I due giovani santi, dopo 800 anni, seguitano ad essere un esempio per le nuove generazioni. “Chiara e Francesco sono due anime che credono in Gesù, credono nel Vangelo e per farlo si sono messi in comunicazione con la loro parte più vera e profonda”, racconta il regista, Carlo Tedeschi, che scrisse il copione nel 2004, basandosi su fonti francescane. La realizzazione del musical è stata possibile, grazie anche all’aiuto di Stefano Natale (compositore e arrangiatore), di Andrea Tosi (anch’egli compositore e arrangiatore) e di Gianluca Raponi (coreografo). Per le canzoni e le danze, Tedeschi ha dovuto un po’ inventare, traendo ispirazione da poesie e testi di alcuni suoi giovani allievi, che si sono avvicinati alla fede e alla spiritualità. Nell’edizione del 2026 Chiara è interpretata da Annamaria Bianchini, invece i panni del Poverello sono vestiti da Francesco Troiolo di Carlo. Il musical è un inno ai santi e, in particolare, a Francesco che proclamava il Vangelo per le strade, cantando e danzando proprio come si fa in questo genere di spettacoli. Comunicava, in questo modo, letizia e gioia per aver incontrato Cristo. Tra i messaggi lanciati c’è l’amore, l’amicizia, la speranza, il superamento dell’ego. “È la mia vita. Inevitabilmente si mette tanto di noi stessi nelle cose che facciamo. Soprattutto per chi scrive spettacoli come me, rinunciare in qualche modo a sé stessi significa riempirsi di tutto ciò che è verità, di tutto ciò che è bellezza. Invece, collegarsi solamente con la parte di noi stessi che mette l’ego davanti a tutto, ci impedisce un collegamento perfetto con tutte le creature, per dirla alla San Francesco”, ha aggiunto Tedeschi. Il debutto dello spettacolo è previsto per l’11 ottobre al Teatro Leo Amici di Monte Colombo, in provincia di Rimini. Seguiranno altre esibizioni nelle altre regioni italiane.
