Chiesa
Leone XIV, Angelus: preoccupato per il Sudan e il conflitto russo – ucraino
Commentando il vangelo domenicale, ha rassicurato: “Gesù non ci abbandona”
“Continuo a seguire con preoccupazione la tragica situazione in Sudan, specialmente nella città di el-Obeid. Nell’esprimere la mia vicinanza spirituale al popolo della Nazione, rinnovo il mio appello alle autorità affinché siano garantiti corridoi umanitari per la popolazione civile”. Lo ha detto oggi papa Leone XIV nell’Angelus dalla finestra del Palazzo apostolico. “Al tempo stesso – ha detto il pontefice – esorto la comunità internazionale a sostenere gli sforzi volti a raggiungere un immediato cessate il fuoco. Preghiamo il Signore perché sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di chi semina violenza e conceda la tanto attesa pace”.
Leone XIV ha evidenziato come “continuano a giungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia”. “Tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano – ha detto il Santo Padre – provocando sempre più vittime civili, tra cui anche bambini”. Leone XIV si è detto “vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto”. “Di fronte a tanto dolore – ha proseguito papa Prevost – rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le Parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili. La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace”.
Commentando la pericope evangelica della XIX domenica del tempo ordinario, Leone ha invitato a “non disperare, neanche nei momenti di buio, quando ci sentiamo impotenti davanti ai problemi e, nonostante i nostri sforzi, ci sembra di andare più indietro che avanti”. Infatti – ha rassicurato prendendo a riferimento l’episodio del Signore che cammina sulle acque e la fede di Pietro, “in qualsiasi circostanza, Gesù non ci abbandona e, se lo accogliamo umilmente nella barca della nostra vita – con la preghiera, con i Sacramenti, con l’ascolto della sua Parola –, in lui troveremo la pace, troveremo luce e forza per il nostro cammino”.
