Due sermoni di Sant’Agostino

Il ritrovamento è avvenuto in coincidenza con la recente visita di Papa Prevost a Pavia, dove sono custodite le reliquie del Doctor Gratiae

La visita di Leone XIV nella città che ospita le reliquie di sant’Agostino, di cui il Santo Padre è figlio spirituale, è accompagnata dalla recente scoperta di due sermoni (omelie) attribuiti al vescovo di Ippona, rinvenuti dentro un manoscritto medievale del XII secolo, all’interno della biblioteca diocesana di Pelplin, in Polonia. Christian Tornau, filologo latino dell’Università di Würzburg, nonché studioso agostiniano, è certo che i due testi appartengano al corpus delle opere del Doctor Gratiae, ma ulteriori ricerche dovranno chiarire vari dettagli storici e linguistici. Dalle analisi effettuate finora, è emerso che i due sermoni fanno riferimento all’episodio dell’Antico Testamento, contenuto nel capitolo 28 del primo libro di Samuele, in cui si racconta che il re Saul, inascoltato da Dio per via della sua crudeltà dopo essere salito sul trono di Israele, si rivolge alla strega di Endor invocando l’apparizione di Samuele, morto alcuni anni prima, affinché possa dargli dei consigli in vista della battaglia contro i Filistei. I due discorsi sarebbero le omelie che Agostino tenne in due occasioni pubbliche: la prima di domenica, quando il dottore della Chiesa spiegò ai fedeli che l’evocazione di Samuele poteva essere o un inganno ordito dalla maga, oppure un evento promesso da Dio per ammonire Saul; la seconda si tenne il mercoledì successivo, allorquando il santo discusse di nuovo di questa doppia possibilità, aprendo a diverse interpretazioni esegetiche. L’originalità stilistica e linguistica dei due documenti è stata oggetto di discussioni da parte del CSEL (Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum), uno dei principali centri internazionali per l’edizione critica dei testi latini cristiani antichi. Tornau, insieme a Clemens Weidmann e Dorothea Weber del CSEL, cureranno l’edizione critica del testi latini e la loro traduzione tedesca, con approfondimenti sul contesto storico e sul grado di autenticità dei frammenti ritrovati. Dovranno verificare, inoltre, la storia materiale del manoscritto, perché la presenza delle predicazioni agostiniane in un codice medievale è, solitamente, rara. Secondo Tornau, il manoscritto, catalogato come “codice Pelplin 114 (195), deriva da un esemplare più antico proveniente dall’abbazia di Amelungsborn, in Bassa Sassonia. Un vecchio catalogo del monastero includeva un testo, i cui titoli e contenuti erano riconducibili a quelli del codice di Pelplin.