Leone XIV: Rosario per la pace, “non dovrà più esserci pianto di innocenti nelle nostre città”

La preghiera del rosario esprime “la speranza della quale sentiamo il bisogno, soprattutto davanti alle difficoltà e alle violenze del tempo presente”. Lo ha detto il Papa, al termine della recita del rosario per la pace, nei Giardini Vaticani, a conclusione del mese mariano, cominciata con la tradizionale processione dalla chiesa di Santo Stefano degli Abissini alla Grotta della Madonna di Lourdes, in comunione con tutti i santuari del mondo. “Contemplare con Maria i misteri del rosario ci conduce a riconoscere in Gesù Cristo l’unica definitiva Parola, che il Padre ha pronunciato, Parola di pace per tutti coloro che ritornano a Lui con il cuore pentito”, ha spiegato Leone XIV: “Il Signore non ci abbandona mai, anche quando noi lo dimentichiamo, anche quando perdiamo la via, egli viene a cercarci e si fa vicino con l’amore di sempre. Come ricorda il profeta Isaia: ‘Io pongo sulle labbra: pace, pace ai lontani e ai vicini’. Chi ha fiducia in Dio comprende questo annuncio di pace e ne diventa artefice, costruendola con le sue stesse mani”.

“Non dovrà più esserci pianto di innocenti nelle nostre città; nessuno dovrà fuggire dalla propria casa per la minaccia delle bombe; la bramosia di potere e la violenza delle parole lasceranno il passo alla sete di giustizia e di verità”. È il futuro di pace tratteggiato dal Papa, al termine del rosario nei Giardini Vaticani, davanti alla Grotta della Madonna di Lourdes. “Ma ognuno può e deve fare la sua parte, cominciando da cose piccole ma importanti, astenendosi da ogni violenza verbale o fisica, nella vita di ogni giorno e anche nei social media”, l’appello di Leone XIV, secondo il quale “la pace vera inizia in un cuore che ama; viene testimoniata da labbra che pronunciano parole di riconciliazione; si riflette negli occhi che guardano al mondo con mitezza e saggezza. Questa è la vera forza, la forza della verità e dell’amore. Dio cerca costruttori di pace! La nostra Madre Santissima ci aiuti a rispondergli ogni giorno il nostro ‘eccomi’, non a parole ma con i fatti”.