Spettacoli
L’amore oltre la malattia. Un cortometraggio sul morbo di Alzheimer
Il filmato è tra i finalisti del festival maltese D Golden Protagonist 2026
Claudio Piccolotto e Gemma Iuliano sono i registi del nuovo cortometraggio, della durata di 15 minuti, dal titolo “Dov’è che ci siamo già visti. Storia di un amore oltre la memoria”, tra i finalisti del festival internazionale di cortometraggi, “D Golden Protagonist”, in svolgimento a Malta il prossimo 27 giugno. Il breve film è tratto dalla storia vera che Piccolotto ha ascoltato da un suo amico di infanzia, alle prese con la difficile gestione dei genitori, separati da oltre 30 anni, affetti da malattie serie. La protagonista del corto è Miranda, ex dirigente di un’azienda di moda, gravemente malata di Alzheimer. L’ex marito Arturo, un anziano rigattiere, anch’esso ammalato, viene portato dai figli a vivere con lei. Fingendosi un parente si riappropria, un po’ alla volta, dell’amore che in passato ha provato per la donna, sfruttando anche le dimenticanze di quest’ultima. Inizialmente la storia si presenta sotto forma di una gag comica, fatta di battute mirate ma ricche di significato. Miranda, per esempio, dice: “I bordi della mia vita si sono sfilacciati. Ho sempre la costante sensazione che ogni giorno ricominci daccapo”. Partendo da una situazione che, apparentemente, sembra surreale, i due registi hanno descritto il mondo difficile di chi ha a che fare con malattie gravi come quelle neurodegenerative, che rubano le consapevolezze dei successi e degli obiettivi raggiunti nella vita. Ciò che il decadimento cognitivo cancella il cortometraggio cerca di restituirlo, dando dignità ai personaggi dentro un determinato arco narrativo, con un inizio e una conclusione adeguati alle figure stesse. La storia intreccia memoria e perdita, permettendo il recupero dei sentimenti passati e concedendo una seconda possibilità. È, soprattutto, la riappropriazione di un amore perduto sotto l’ombrello di una malattia devastante, che fa dimenticare i problemi reali e fa mettere da parte certe incomprensioni della giovinezza. Il cortometraggio intende sensibilizzare sulla gravità del morbo di Alzheimer che, giorno dopo giorno, porta via i ricordi ma non gli affetti che restano iscritti, nel cuore e sulla pelle, della persona ammalata. Quest’ultima chiede aiuto con i suoi occhi e invoca protezione, sicurezza e calore umano. Il suo volto, apparentemente senza emozioni, urla la sua voglia di vivere, anche quando la sofferenza diventa estrema e ingestibile. I movimenti inconsulti, gli spasmi muscolari, le crisi e le difficoltà nell’alimentazione sono solo atteggiamenti esteriori, che rammentano a chi sta vicino che si è presenti, che si respira ancora, che non si vuole restare soli. La vita dei familiari cambia ma, dove c’è l’amore e si cammina insieme a Cristo, “il giogo diventa dolce e il carico più leggero”. Il cast è composto da Paola Tiziana Cruciani, Nicola Pistoia, Vania Della Bidia, Simone Gallo, Daniela Terrei, Alina Person e Michele Ferlito. Prodotto da LSD Edizione srl, con il contributo Nuovo Imaie, il corto è visibile su RaiPlay.
