Attualità
Federconsumatori: carburante a prezzi inauditi, tagliare accise
Da settimane continuiamo a ripetere che il taglio delle accise è un’operazione prioritaria e improrogabile, da rendere operativo, nuovamente, con effetto immediato. Siamo lieti che, finalmente, il Governo accolga tale proposta, ma con un grave ritardo, che pesa sulle tasche delle famiglie in maniera eccessiva e spropositata (come sempre). L’adeguamento al rialzo, infatti, è stato più alto del dovuto: la benzina si attesta oggi, mediamente, a 1,98 euro al litro, ma in molti distributori (in città, non solo in autostrada) ha sforato quota 2,00 euro. Per il diesel va anche peggio: si attesta stabilmente sopra i 2,10, sfiorando anche i 2,28 euro al litro. Prezzi, ancora una volta, ben al di sopra del livello a cui si dovrebbero attestare: l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato le stime sugli attuali sovrapprezzi applicati su benzina e gasolio (stime che tengono conto dell’andamento della materia prima e del cambio Euro/Dollaro, nonché della variazione delle accise), da cui emerge che i prezzi praticati oggi sono superiori di +23 centesimi al litro per la benzina e +24,8 centesimi al litro per il gasolio rispetto a quanto dovrebbero. Gli aggravi che ne derivano, solo in termini diretti, ammontano a +276 euro annui a famiglia per chi ha un’auto a benzina e +238,10 euro annui a famiglia per chi ha un’auto diesel.
A questi si sommano le ricadute indirette, per il trasporto su gomma, che riguarda in Italia oltre l’86% delle merci: pari a +262,70 euro annui a famiglia. Di fronte a cifre simili il taglio delle accise ipotizzato, seppur senza dubbio utile e doveroso, in questo scenario, non andrebbe neanche a coprire i sovrapprezzi applicati alla pompa. Per questo riteniamo necessario che il taglio sia di almeno 25 centesimi per il gasolio e 20 per la benzina, e che si protragga almeno fino a settembre.
È indispensabile, inoltre, adottare controlli ancora più stringenti per contrastare gli intollerabili fenomeni speculativi a cui spesso assistiamo. Sarebbe ora, infine, di mettere in atto lo scorporo delle accise dal calcolo dell’IVA, che genera una inaudita, e ormai insopportabile, imposizione di una tassa su un’altra tassa.
Fonte: 9Colonne
