Cresce il numero delle comunità energetiche, ne sono attive 3600

Sono oltre 3.600 le comunità (Cer) già attive, per una potenza complessiva di ben 303 megawatt (MW) e 38mila utenze connesse alle configurazioni. È quanto emerge dal nuovo studio condotto dall’Osservatorio Economico Aforisma che ha elaborato i dati più recenti del Gestore dei servizi energetici (Gse).
“Le comunità energetiche – spiega Davide Stasi, responsabile dell’Osservatorio Economico Aforisma – sono gruppi di persone, aziende o enti pubblici che si uniscono per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale e possono ricevere incentivi per la condivisione dell’energia per vent’anni. In Italia, si contano 3.630 configurazioni in esercizio, per una potenza complessiva di 302,9 MW e ben 37.821 Pod associati alle comunità energetiche (dati al 30 giugno 2026). Uno sviluppo quasi sorprendente rispetto alla partenza rallentata da iter burocratici lunghi e farraginosi”. Tant’è che al 31 dicembre scorso il dato era fermo ad appena 1.805 configurazioni di autoconsumo diffuso per una capacità installata di 174,5 MW e 18.263 membri o meglio Punti di prelievo (point of delivery più comunemente Pod).
“Lo studio – prosegue Stasi – prende in esame i principali indicatori al fine di poter comprendere l’avanzamento e la diffusione delle comunità energetiche, non solo dal punto di vista territoriale, ma anche dal punto di vista della classe di potenza e della taglia degli impianti. In particolare, la maggior parte ha una potenza fino a 10 kW. Si contano 1.673 Cer con una capacità installata fino a 10 kW sul totale di 3.630. Poi ci sono 772 Cer con una classe di potenza da 10 a 20 kW; altre 438 Cer con una classe di potenza da 20 a 50 kW; altre 270 con una classe di potenza da 50 a 100 kW; altre 158 con una classe di potenza da 100 a 200 kW; altre 284 con una classe di potenza da 200 a mille kW e 35 con una classe di potenza superiore a mille kW. Una forte spinta è arrivata grazie al bando Pnrr (scaduto il 30 novembre scorso) aveva previsto la possibilità di richiedere, entro il 30 novembre 2025, un contributo fino al 40 per cento per la realizzazione degli impianti nei Comuni con meno di 50mila abitanti. Sul totale di 48.750 domande ne sono state ammesse e finanziate circa 30mila.

A livello territoriale – rileva l’analista – la Lombardia è la regione con più richieste presente al bando Pnrr (7.434), seguita, all’estremo opposto della cartina, dalla Sicilia (6.598) e poi ancora il Veneto (5.053) e il Piemonte (4.565). La Puglia si è fermata a 4.372. Quella con meno istanze è invece la Valle d’Aosta (208), in considerazione delle dimensioni ridotte rispetto alle altre regioni. Sono stati assegnati contributi per un ammontare di 768,3 milioni di euro, per una potenza totale degli impianti incentivati pari a 1.739,54 megawatt (MW) ovvero 1,74 GW (gigawatt)”. In sintesi, dall’8 aprile 2024 al 30 novembre 2025 sono state presentate 48.750 domande in tutta Italia e di queste 29.820 sono state ammesse. Le restanti, al momento, non trovano copertura finanziaria, al netto di 2.887 istanze fuori dalla graduatoria per rinuncia (1.977 domande) o perchè escluse (sono 910 le domande ritenute non idonee in mancanza dei requisiti necessari).
Tra i principali motivi di esclusione rientrano la richiesta presentata da un soggetto che non ha i requisiti per essere socio/membro di una Cer; la richiesta presentata da un soggetto diverso dal soggetto investitore; mancato possesso del preventivo di connessione accettato; il mancato possesso del titolo per la realizzazione dell’impianto; la presenza di contributi non cumulabili; l’impianto situato in un Comune con popolazione superiore ai 50mila abitanti; la data di avvio lavori era antecedente alla data di presentazione della domanda; il superamento della soglia di un megawatt per presenza di altri impianti dello stesso soggetto o di un soggetto riconducibile (cosiddetto “artato frazionamento”).
L’ultima richiesta attualmente finanziabile è stata presentata alle ore 11:21 del 24 novembre scorso. I prossimi atti di concessione finanzieranno le ultime domande attualmente finanziabili e quelle che diventeranno finanziabili a seguito dello scorrimento dovuto a rinunce, annullamenti o a nuove risorse disponibili. Le domande non finanziabili, presentate fra il 24 e il 30 novembre scorsi, richiedono contributi aggiuntivi per 572,8 milioni di euro e consentiranno un incremento della potenza installata di circa 1,33 gigawatt.
La concessione di tutte le risorse, anche delle eventuali risorse aggiuntive, dovrà concludersi necessariamente entro il 31 agosto, come previsto dalla normativa europea. Inoltre, il termine di fine lavori inizialmente previsto per il 30 giugno 2026 è ora fissato al 31 dicembre 2027. 

Fonte: 9Colonne