Attualità
Banca etica e investimenti, un impatto misurabile
Nel 2025 sono stati creati 1700 posti di lavoro ed evitata la produzione di 22mila tonnellate di CO2. Questi i dati più significati che hanno riguardato la misurazione dell’impatto sociale e ambientale del risparmio e degli investimenti realizzati da Banca Etica. Il Report di Impatto, giunto alla settimana edizione, è stato presentato a Padova lo scorso 17 giugno. Questo evento non è stato solo l’occasione per rendicontare gli effetti dei crediti erogati ma anche il momento per annunciare i nuovi traguardi relativi all’anno in corso individuati grazie all’Impact Appetite Framework (IAF); uno strumento di pianificazione unico nel panorama bancario italiano, che ogni anno viene adottato dal consiglio d’amministrazione per definire – accanto agli obiettivi economici e di rischio – quali impatti sociali e ambientali la Banca si impegna a perseguire.
Il 91% del credito erogato nel 2025 (pari a 485,1 milioni di euro di nuovi impieghi) ha generato un impatto positivo misurabile. Ecco alcuni ambiti sui quali è intervenuta Banca Etica. Per prima cosa lavoro e occupazione: i crediti erogati lo scorso anno hanno generato direttamente 1.786 nuovi posti di lavoro e salvato 2.103 posizioni grazie ai Workers BuyOut, ovvero le imprese rilevate dai dipendenti finanziate con 8,4 milioni di Euro. L’azione verso inclusione e parità ha visto il 26,3% delle organizzazioni finanziate essere a guida femminile (77,4 milioni di euro), a fronte di una media nazionale del 22,3%. Fra l’altro, giovedì 18 giugno il progetto “Monetine” di Banca Etica e Fondazione Finanza Etica ha ricevuto il Premio ABI “Diversità e Inclusione” per la prevenzione e il contrasto alla violenza economica anche di genere.
Poi ecco l’ambiente e la transizione ecologica, qui nel 2025 Banca Etica ha erogato 143 milioni di crediti permettendo di installare 33,2 MW di impianti da fonti rinnovabili, evitando l’emissione di 22.482 tonnellate di CO2; preservare 47 mila ettari di territorio e riciclare 21mila tonnellate di rifiuti. Nell’ambito del sociale e della sanità sono stati 128,4 milioni gli euro destinati a progetti di assistenza sociale, che hanno garantito supporto a oltre 39 mila persone fragili. Da qui al diritto alla casa il passo è breve: 81 milioni di crediti erogati a progetti di housing sociale hanno permesso di rendere disponibili 690 alloggi accogliendo 1.700 persone e di erogare 384 mutui agevolati per la prima casa. Gli ambiti di intervento non si fermano e vanno a toccare l’integrazione con 52 milioni di euro che hanno reso possibile l’accoglienza di 8mila migranti e attività di integrazione sociale per quasi 10mila migranti. Infine, c’è la misurazione del capitale sociale: ogni euro versato dai soci diventa una leva, un moltiplicatore di credito disponibile per l’economia civile, il Terzo Settore e le imprese sociali di oltre 15 euro.
Dalla rendicontazione si passa agli obiettivi di impatto sociale e ambientale per il 2026, il così detto Impact Appetite Framework. Ecco alcuni degli obiettivi che si è posta Banca Etica. Crisi climatica ed economia circolare: +90,8 milioni di euro di nuovi impieghi, per una crescita netta del 7,5% del credito. Diritto alla casa: 66,4 milioni di euro di nuovi impieghi per favorire l’accesso abitativo a fasce sociali vulnerabili (+10,8%). Terzo Settore: finanziamenti per 136,4 milioni di euro a supporto del non-profit (+3,4%). Accoglienza dei migranti: 43,4 milioni di euro per progetti e strutture di accoglienza. Imprese femminili: target di 65,9 milioni di euro di affidamenti per promuovere l’inclusione finanziaria.
Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica ha sottolineato che: «In un momento in cui strategie comunicative improntate al greenwashing rischiano di svuotare di senso l’acronimo ESG, la finanza etica fa un passo oltre: IAF e Report di impatto non sono documenti accessori, ma una mappa d’identità che ha radici nei valori e ne moltiplica l’impatto. Investire risorse nell’inclusione e nella transizione ecologica è un dovere etico e un pilastro su cui edificare un benessere solido, condiviso e di pace».
C’è di più. Nei giorni scorsi il Gruppo Banca Etica ha riflettuto e si è confrontato sull’Enciclica Magnifica Humanitas, in particolare sui paragrafi dal 157 al 164 dedicati a “Un’economia che valorizzi la dignità”. «Il capitolo dell’Enciclica dedicato all’economia tocca una ferita aperta della nostra contemporaneità. Il Papa denuncia come la rendita da capitale stia soffocando il reddito da lavoro, spesso confinato ai margini. Leone XIV rilancia la funzione sociale del credito: il risparmio deve trasformarsi in credito per l’economia reale, per creare lavoro dignitoso e per accompagnare le transizioni», ha dichiarato in una nota il presidente Aldo Soldi.
Costantino Coros
